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3 Aprile 2026
La concessione del telegrafo
No, non è
il titolo di un famoso romanzo di Camilleri, anche se forse con questa
storia ha qualcosa in comune. Ci sono lettere spedite e lettere ricevute, è
anche questa una vicenda che riguarda per lo più signorotti di quella
diversa Sicilia di fine ‘800-primi ‘900. Ma probabilmente, prima di fare
parlare le carte, sarebbe meglio andare per gradi, e cercare quell’inizio
che forse questa storia non ha mai avuto. Almeno per quanto ci riguarda.
Scordiamoci di Whatsapp, di Facebook, della posta elettronica, e ci
chiediamo subito come facessero a comunicare gli antichi. Di informazioni
sulla nascita della scrittura e sulla comunicazione ne abbiamo a sufficienza
dalla scuola. E la posta? Oggi vediamo passare i motorini e i furgoni con
l’inconfondibile scritta a sfondo giallo. Al fotogramma 00448 del volume II
dei riveli di beni e anime del 1747, nel rivelo del sacerdote don Francesco
Bartolotta, che "tiene una casa solerata nel quarterio di Terranova" risulta
che la locale deputazione di Mandanice aveva trasmesso "via posta" alla
deputazione di Savoca una dichiarazione riguardante il terreno di località
Perdicari del suddetto prelato. Questo servizio di posta cos’era?
Verosimilmente si trattava di un corriere retribuito, magari dalla locale
deputazione o da chi necessitava del servizio, che partiva da Mandanici e
consegnava le lettere, da e per quei pochi che sapevano leggere e scrivere.
Questo stato di cose si mantenne per lo meno per tutto l’800. Mandanici non
beneficiò infatti dell’ufficio postale nonostante nel neonato Regno
d’Italia, nell’anno 1862 vennero fondate le Regie Poste, società con sede a
Torino che in monopolio gestiva i servizi postali in tutto il Paese e in
forza della legge n° 604 del 5 maggio 1862 venne effettuato l’accorpamento
di tutti i servizi postali delle varie parti d’Italia sotto un’unica
direzione. Affinchè si faccia un passo avanti in tal senso, bisognerà
aspettare il 1901. Un’altra impresa firmata dal cavaliere Mazzullo, che in
data 4 giugno 1901 aveva scritto direttamente al ministro di Casa Reale,
Gen. Ponzio Vaglia. Il testo della lettera veniva letto in sede di Consiglio
comunale, in data del 4 agosto 1901, di cui riportiamo integralmente il
verbale, che si è provveduto a trascrivere dai polverosi volumi che stanno
nell’archivio comunale. In un modo molto originale il Cav. Mazzullo si
complimentava con i sovrani per la nascita della principessa Iolanda
Margherita.
L’anno 1901, addì 4 agosto, riunione
straordinaria. Intervengono i signori consiglieri
• Mazzullo Cav. Luigi Sindaco
• Giuseppe Scuderi fu Gaetano
• Spadaro Aristide
• Giuseppe Scuderi Zuccaro
• Lenzo Carmelo
• Caminiti Agostino
• Butà Pietro
• Longo Giuseppe
• Barbera Sebastiano
1° è letto e approvato il verbale del 24 giugno 1901
2° Impianto telegrafo Mandanici
Il presidente comunica con piacere una
lettera ricevuta testè dal Generale Ponzio Vaglia Ministro di Casa Reale,
datata Racconigi 26 luglio 1901 atto 1277 e legge anche una lettera di
questo municipio, alla quale risponde la presentata lettera del generale. Il
consiglio ringrazia il sindaco cav. Luigi Mazzullo della felice idea di
mettere il comune sotto la protezione della bella Iolanda, raccomandandosi
agli augusti di lei genitori per l’impianto a Mandanici di un ufficio
telegrafico a spese dello stato e pel proseguo della strada di serie almeno
sino all’incontro con la strada militare dei vicini Monti Peloritani. E
dispone che tanto la lettera del sig. Sindaco, quanto quella dell’illustre
generale siano integralmente inserite nel presente verbale. Delibera a voti
uninanimi meno Scuderi
Zuccaro astenuto inviarsi a sua maestà il Re a Racconigi il seguente
telegramma:
“Generale Ponzio Vaglia Ministro di Casa reale a Racconigi, a nome municipio
e intera popolazione ringrazio sua maestà il Re e suo governo impianto in
questa telegrafo a spesa totale dello stato. Manda al sindaco di ringraziare
anche per telegramma l’onorevole ministro di poste e telegrafi e fare
istanza presso il ministro dei lavori pubblici pel proseguo della strada di
serie n. 164 sino all’incontro con la vicina strada militare. Facendo almeno
per ora seguire altri metri 1470 di strada a monte di Mandanici, sino alla
sinistra del Vallone Mazzuso.”
La lettera scritta dal sindaco in data 4 giugno 1901 N. 291 è del seguente
tenore.
Mandanici 4 giugno 1901, n. 291, a Sua Eccellenza il Generale Ponzio Vaglia,
Ministro di casa Reale, Roma. Sono l’umile sindaco di Mandanici, Cav. Luigi
Mazzullo, quegli stesso che mi sono permesso di ricordare agli augusti
sovrani l’adagio siciliano “Chi buona razza vuole fare da femmina deve
incominciare” ora permettendomi di mettere il mio piccolo comune sotto la
protezione della bella Iolanda, imploro dai suoi augusti genitori questa
grazia cioè che si degnino di raccomandare a S.E. il ministro delle poste lo
impianto a Mandanici del telegrafo a tutte spese dello stato come servizio
d’interesse pubblico ed a S.E. il ministro dei lavori pubblici che questa
strada di serie, se non la più bella certo la più utile nell’interesse dello
Stato di tutte le strade di montagna della provincia, sia continuata almeno
per ora di altri metri 1470, cioè sino alla sinistra del vallone Mazzuso,
onde darle sbocco alla fiumara e metterla in comunicazione con le strade
superiori e la vicinissima strada militare che percorre la schiena dei Monti
Peloritani. Gradisca Illustre e Nobilissimo Sig. Generale, la mia preghiera.
Con rispetto mi segno devotissimo ed affettuosissimo Luigi Mazzullo Sindaco.
La risposta di S.E. il Ministro di Casa Reale Generale Ponzio Vaglia, del 26
luglio 1901, atto n. 1277 è la seguente.
L’istanza di V. S. diretta a S. M. il Re per l’impianto dell’ufficio
telegrafico in codesto comune, venne secondo le reali intenzioni, in
particolare modo segnalata a S. E. il ministro per le poste e i telegrafi,
il quale ha risposto che l’impianto stesso è stato compreso fra quelli cui
si deve provvedere a totale spesa del Governo nell’interesse della Pubblica
Sicurezza ed ai relativi lavori si potrà mettere mano appena ultimati quelli
altri che sono in corso di eseguimento per lo stesso titolo. Nel riferire
ciò a V.S. per opportuna notizia mi pregio aggiungere che l’istanza medesima
è stata poi inoltrata al competente Ministro dei lavori pubblici, per quanto
in essa era esposto circa il proseguimento di una strada di serie. Con
perfetta osservanza – Il Ministro Ponzio Vaglia. Fu così che dal 1902
Mandanici era dotato del telegrafo, posizionato al piano terra nella casa
Mastroeni Longo. Primo ufficiale postale fu il consigliere don Peppino Longo,
e dopo subentrò Mosè La Scala. Chi ha buona memoria visiva, leggendo questo
post, ricorderà la buca per le lettere ancora visibile a sinistra del
portale seicentesco. Alla scomparsa del naturalista francese Emile Zola, il
29 settembre 1902, Mandanici porgeva le sue condoglianze con un telegramma
inviato appositamente dal sindaco. Alla fine degli anni '40 l'ufficio
postale veniva trasferito nella casa della signora Carmela Misiti in piazza
Dante, che sarà la nuova ufficiale postale, e dagli anni '70 al 2019 la sede
della posta era sita nel fabbricato Caminiti. A gennaio 2019 l'ufficio è
stato definitivamente spostato nella casa degli eredi Nicotina, con
l'installazione del Postamat.
Si ringrazia il dott. Filippo Manuli per la fotografia inedita del 1905 che
alleghiamo, con la famiglia Longo ritratta davanti al palazzetto. Don
Peppino, che indossa la divisa di ufficiale postale tiene in mano una copia
del periodico socialista "L'Asino".
G.C.
fonti:
Armando Carpo “Mandanici memorie da non peredere”
capitolo sul secolo XX
Archivio Comunale
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