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Spesso accade
che qualche notizia magari di un certo spessore abbia in
carico Mandanici, che allo stesso modo della Fenice, dalle
sue stesse ceneri esca qualcosa o magari tenti di sortire da
quel limbo che la logica governativa ci ha relegato. Un
importante evento citato dalla Gazzetta del Sud di Messina
del primo giugno 2006 a pag. 28 dedica un ampio spazio
all'interessante mostra fotografica che in questo periodo
(dal 3 maggio al 5 giugno) si sta tenendo a Palermo presso
il museo internazionale delle Marionette "Antonio
Pasqualino". Il bel servizio di Mario Sarica appunto
sulla Gazzetta ci riporta agli onori della cronaca e senza
alcun dubbio ci pone a livelli che magari al momento non
meritiamo. Come suggerito nel sito, è d’obbligo almeno
tentare di portare nelle piazze del nostro paese “i tesori
fotografici” fissati fra i beni dell’umanità nel 1930
da due ricercatori svizzeri Paul Scheuermeier e Paul Boesch,
che in versione fotografica “donarono” al pari di
Gerhard Rohlfs, professore di Filologia Romanza a Tubinga e
Monaco che si occupò fra le tante altre cose allo studio
delle isole linguistiche dell’Italia meridionale. La tesi
di quest’ultimo sull’origine di queste isole come
reliquie dell’antica colonizzazione greca, tesi svolta sul
volume “Griechen und Romanen in Unteritalien”, Ginevra
1924.
Queste foto
della Mandanici degli anni trenta con il doppio della
popolazione attuale, rapportata anche alla logica del numero
inferiore del dato della popolazione mondiale dell’epoca
senza alcun dubbio possono servire ad ottenere la
consapevolezza specialmente nei nostri giovani che essere
Mandanicesi è anche un punto di orgoglio.
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