Heos Cogliani Lenzo

Sprazzi di vita

Anche per questi otto racconti che Heos Cogliani Lenzo regala ai suoi lettori, si può dire che la realtà vince sulla fantasia: sono, infatti, otto semplici e curiose situazioni da lei realmente vissute, dal profilo ora giocoso, ora drammatico, ora nostalgico che vengono qui abilmente rievocate. La spontaneità del testo induce a una lettura lampo, "seduta stante", in unica soluzione ugualmente deliziosa, tanto coinvolge, diverte commuove. Desidero testimoniare la mia esperienza di lettore che difficilmente si concede il privilegio di spendere dei minuti in una sublime inutilità, in un così audace ozio: ed ecco che, all'improvviso, appena lette queste pagine, in cui gustose immagini giuocano tra Sicilia ed Emilia Romagna, mi sento ampiamente ripagato dell'atrettanta inutile seriosità in cui, a volte, vanno a finire i miei intenti più severi, ma in effetti sterili e malinconici .... Non c'è paragone che tenga a fronte della lettura di un racconto che sa collegare il puerile con la sapienza, nella sua disinvolta, ma apparente, frivolezza, e che sveglia nel nostro intimo la vibrazione della simpatia. Così la parentesi delle humanee litterae si presenta come momento tonico, come carica del sogno che viene a soccorrere la quotidiana realtà. E la parentesi non si chiude invano, perché, per suo merito, l'inutile risplende di indispensabile bellezza e il serioso ridiventa serio. La lettura di quegli "sprazzi di vita" che l'Autrice ci trasmette non può davvero estraniarci da noi stessi, anzi ci riporta nei nostri "meandri" e ci fa, analogamente, riscoprire persone, cose, luoghi di cui avremmo voluto parlare e scrivere, quasi per "esternare" tanti piccoli, ma deliziosi eventi. Si può capire, dunque, perché mi son "divertito" ad "ascoltare" gli otto racconti della sempre "meravigliata" Heos, sorridente bambina e maestra che prosegue sognante nel suo solerte cammini, a toccare quasi fisicamente, la storicità graziosamente trasfigurata, e a soprapporvi i miei "inediti" ritratti mentali, che ondeggiano tra l'infanzia e la quarta età. E' quel che accadrà al fortunato lettore che avrà ceduto alla tentazione della musa. E' questa, credo, sia pure in parte, la comunicazione di sentimento e di continuità che la letteratura miracolosamente produce, col suo tocco di ironia e di misteriosa tenerezza.

Prof. Angelo Scivoletto ( Direttore dell'Istituto di Sociologia dell' Università di Parma )