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Heos
Cogliani Lenzo
Novelle
vere
"Il
titolo della
presente raccolta con il suo richiamo alla verità, alla
realtà, ci offre mia chiara indicazione del modo di
lavoro dell'autrice; quasi opponendosi al fiabesco, al
romanzesco, all'avventuroso di troppa letteratura
infantile, essa trova il filone più autentico della sua
ispirazione nella fedeltà al vero, un vero, diciamo
subito, che non si esaurisce nella copia meccanica dei
dati esterni, ma che viene trasfigurato dalla memoria e
dal sentimento. La nota essenziale dell'umanità e della
fantasia della Cogliani Lenzo è costituita
dall'attenzione e dalla simpatia per il mondo infantile e
giovanile. Anche quando del suo racconto sono protagonisti
gli adulti (La gioia di rivederlo). sentiamo che il tono
si eleva e che la pagina respira in un clima più sereno
allorché il ricordo degli anni infantili apre una
sensibile, delicata parentesi nel tessuto degli
avvenimenti. "Donna Giacomina" è figura viva,
in quanto vista dagli occhi stupiti e divertiti, maliziosi
e innocenti insieme, dell' infanzia. Una acuta sensibilità
femminile, la capacità di intuire i moti spontanei
germinali, quasi fisici dell'anima, e quelli più
complessi, permette alla Cogliani Lenzo di calare se
stessa in figurette di bimbi e di ragazzi, di farli
parlare e agire con naturalezza e spontaneità. Dei suoi
piccoli attori essa coglie con freschezza i sentimenti, i
pensieri e quei loro sguardi attenti, acidi, sul mondo
della natura, degli animali, degli adulti. In alcune
novelle, come "l'amico di un giorno", "La
spedizione", la narrazione dei ratti si equilibra in
un felice ritmo con la descrizione del paesaggio e
l'analisi dei sentimenti, Ed equilibrato, agile, vivo è
in genere lo stile del libretto. La penna è sicura,
rapida nel cogliere, il profilo di un volto. l' aspetto di
un paesaggio, il nascere dì una sensazione e di un
pensiero. Vien fatto di pensare alla benefica influenza
che sui nostri ragazzi, così stentati nel concepire e
nell’esprimersi, potrà avere questa limpida prosa. Una
citazione a parte ci sembrano meritare due racconti dove
le qualità della Cogliani Lenzo, rese più intense dalla
forza della memoria e del sentimento. hanno più netto
risalto. In «Dolce ricordo» e in «La vendetta»
ritrovando sul filo del ricordo la bambina estrosa, viva,
sensibile cl]e essa dovette essere, l'autrice rivive due
momenti della la sua infanzia di singolare efficacia. Si
veda come nel primo racconto il rapporto tra il padre e la
bambina sorga in un clima di tenera, commossa simpatia. Il
ritratto del padre, che si rivela al cuore e ad i occhi
della bimba, nella stia bellezza e nobiltà, è tra le
cose più fini del libro. Nella «Vendetta» la memoria.
recuperando con struggente precisione, attraverso il
filtro della malinconia. un lontano episodio d'infanzia
tenero e crudele insieme, ispira all’autrice il suo
racconto più personale»
Prof Angolo Sibilio
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