La
processione della Madonna del Tindari era una delle tante processioni che
annualmente si tenevano a Mandanici solitamente l'otto di settembre.
Le altre
processioni erano quelle di San Giuseppe, di Sant'Antonino, della Madonna
del Carmelo, dell'Immacolata Concezione, delle Varette del Venerdì Santo,
del Corpus Domini, di Santa Domenica e di qualche altra della quale si é persa la memoria.
La mancanza di
fedeli chiddi chi mmuttunu
disposti a sopportare e supportare il notevole peso delle Statue da
trasportare in giro per le strette vie del paese, la riduzione della
popolazione giovanile, il pagamento di balzelli alla Curia Arcivescovile di
Messina ultimamente hanno fatto sì che qualcuna di queste processioni non si
sia più celebrata.
Quest'anno 2018
per la Madonna del Tindari si é fatta una di queste eccezioni per cui non
solo processione ma anche chi bummi, musica di Mongiuffi Melia e
archiggiati. Alla
grande, insomma, come la forte devozione dei mandaniciani alla Madonna del
Tindari merita. Non andiamo a venerarLa nel sacro luogo di Tindari come
facciamo nella seconda domenica di ogni maggio, la festeggiamo a casa
nostra. Questa volta sentiamo riecheggiare tra le nostre mura i canti che
accompagnano i pellegrini nel secolare pellegrinaggio.
Mentre preghiamo ricordiamoci che il portone centrale della
Chiesa Madre ha bisogno di cure quasi immediate per evitare che l'andare a
sentire la Santa Messa diventi un'avventura, ci vorrebbe una raccolta
finalizzata per il restauro, previa autorizzazione della Soprintendenza, del
secolare portone come si fece alcuni anni orsono per il tetto della Chiesa
della SS. Trinità. Uniti si può.