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Seconda giornata convegno su “la cura del cuore spezzato dal dolore” 

Anche nella seconda giornata dei lavori molti sono stati gli interventi già previsti in scaletta e tanti altri d’apporto di conoscenze e di contributi utili allo sviluppo del tema prefissato dal convegno. Inizia il suo lungo intervento il prof. Francesco Campione, responsabile del progetto “rivivere” di Bologna, trattando ” il dolore che non parla…operatori a contatto con la morte ed il lutto”. Per sdrammatizzare inizia dicendo “avevo preso appunti su un … (omissis) …….piccolo testo, ma preferisco parlarvi a braccio raccontandovi la mia trentennale esperienza sul campo nell’assistenza alle persone morenti, senza comunque avere la presunzione di darvi indicazioni obbligatorie sul vostro approccio al dolore degli altri”. Continua ponendosi e ponendo la domanda agli operatori che per motivi professionali si confrontano quotidianamente con il dolore “ quanto ci riguarda, in che senso ci riguarda il dolore degli altri”. A questa domanda generalmente si prospettano due risposte con due soluzioni diverse: la prima riguarda la professionalità necessaria per elaborare e costruire risposte tecniche adeguate senza nessun coinvolgimento di carattere personale, la seconda è quando “ ci riguarda come persona, quando c’identifichiamo, quando pensiamo che il dolore degli altri sia il nostro dolore”. Il prof.Campione ritiene insufficienti, almeno in parte, le due soluzioni generalmente prospettate nel trattare la fase del dolore ed elabora una terza alternativa più interessante, più efficace delle prime due “accogliere, ospitare il dolore dell’altro tenendo ferma la consapevolezza che quel dolore non è il mio dolore, tenendo ferma la distinzione fra me e l’altro. La potrei definire l’alternativa umana. Ospitare il dolore dell’altro senza restarne distrutti ma non senza esserne colpiti”. In questo modo sono eliminati gli aspetti negativi sia della professionalizzazione sia gli altri della personalizzazione. Dopo l’intervento del prof. Campione, molto apprezzato dai presenti, sono intervenuti la dott.ssa Rosa Sturniolo e la dott.ssa Giuseppa Gangemi nelle loro qualità rispettivamente di psichiatra e psicologa presso l’ospedale S. Vincenzo di Taormina. Hanno condiviso la loro esperienza quotidiana e il nuovo modo d’approccio nei confronti dei bisognosi elaborato in sinergia con gli altri operatori sanitari presenti nella stessa struttura. A seguire il dott. Innocenzo Bianca, con l’ausilio d’alcune diapositive, ha parlato “dell’altra attesa spezzata dal dolore” cioè di quei genitori che anzi tempo vengono a conoscenza delle eventuali patologie di cui sono portatori i loro figli ancor prima di venire al mondo. Il dott. Roberto Motta, l’ideatore del convegno a Mandanici, ha brillantemente trattato le problematiche relative agli operatori, di chi deve “prendersi cura di chi cura”. Ci scusiamo con tutti coloro i quali che pur avendo dato il loro valido contributo non hanno trovato spazio nelle brevi notizie riportate con tanta presunzione da questo sito.

 

 

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