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8 maggio
2011
Pellegrinaggio a Tindari
I
Mandanicesi anche quest'anno hanno dimostrato tutta la loro devozione verso
la Madonna del Tindari.
La partenza
dalla Chiesa della SS. Trinità o di San Giuseppe (forse la prima volta)
nella notte tra il secondo giovedì e venerdì di maggio essendo la Chiesa
Madre di Santa Domenica tuttora inagibile per gli inconvenienti strutturali
riscontrati sulla copertura dell'abside lo scorso anno.
Come al solito
i devoti appiedati per voto preceduti dall'antico stendardo raffigurante la
Madonna del Tindari hanno raggiunto l'agognata meta attraversando come da
sempre i monti Peloritani in senso verticale fino a Mualio, da lì il
percorso si è reso più agevole perché è stata utilizzata la provinciale in
sterrato che conduce a Castroreale.
Ad ogni
pellegrinaggio si ripropone la stessa domanda:da quanto tempo esiste e
perché? Come sempre non essendoci fonti bibliografiche certe si va per
sentito dire o per supposizioni. Il sentito dire è quello di Cinzia Di
Stefano che ci parla nella sua tesi di laurea dei due compari uno di
Mandanici e l'altro di Misserio che si recarono a Tindari per un voto. Per
supposizione quella di Ciccio Misiti che ritiene che il pellegrinaggio si
sia sviluppato intorno al 1500/1600 in piena Santa Inquisizione che come
tutti ricordano a Mandanici fece una vera strage. Ciccio Misiti sostiene, e
potrebbe essere pure realistico,che molti residenti furono costretti per
espiare ed estinguere i loro peccati a recarsi a Tindari per prestare la
loro manodopera per la ricostruzione della vecchia chiesetta non
tralasciando che l'allora Vescovo di Patti (Sebastian Bartolomeo 1546/1555)
era pure il Capo dell'inquisizione. Oppure potrebbe essere stata concessa
qualche indulgenza plenaria a chi si fosse recato al Santuario Mariano. La
prima ipotesi a suo dire potrebbe giustificare i tanti segreti e i tanti
dubbi utilizzati da sempre dai responsabili del Santuario che non si sono
mai espressi su queste domande. Armando Carpo è dell'idea che il
pellegrinaggio si sia sviluppato per ringraziamento alla Madonna per avere
liberato il nostro territorio dall'invasione delle cavallette provenienti
dalla Libia che colpì quasi tutta la Sicilia nel 1783, tanto che i Rodioti
chiamano i pellegrini di Mandanici “i fummiculari”. Che c'entrano le
formiche con le cavallette si potrebbe obiettare. Non si ha contezza di una
invasione di formiche nel nostro territorio ma di cavallette sì e divoravano
tutto al loro passaggio lasciando nella miseria più assoluta la gente.
Nello
sciorinare queste ipotesi durante la discussione è intervenuto anche il
Presidente del Comitato per il Tindari Roberto Crimi il quale è dell'avviso
che i dubbi del quando e del perché a breve potrebbero trovare una risposta
univoca in quanto il Rettore del Santuario su suo interessamento si è fatto
trasmettere da Firenze, ove si trovava,la documentazione presente nei vecchi
archivi di Tindari. Ci auguriamo tutti che in queste carte, che a breve
saranno studiate e forse rese pubbliche, ci sia anche la soluzione di tutti
i nostri dubbi. |