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7 Settembre 2012

Ciccio Caffo

Ingrandimento immagineNasce a Mandanici nel giugno del 1941, sua madre la signora Melina Misiti fece l'ufficiale postale per alcuni decenni e prima ancora il padre di lei.

Ciccio Caffo frequenta da convittore il ginnasio e il liceo classico presso il Real Collegio Capizzi di Bronte ove consegue la maturità classica.

Costruì dal nulla la Pro Loco della quale ne fu il primo e unico Presidente. In tale veste diede vita a numerose iniziative tendenti allo sviluppo turistico di Mandanici.

Creò insieme ad alcuni amici il gruppo folcloristico Valle degli Ulivi per promuovere Mandanici fuori dai ristretti confini comunali ed anche in questo caso ricoprì la carica di Presidente.

Si fece promotore di tante iniziative, la più importante una serata a favore dell'Aido (associazione italiana donatori di organi) alla presenza del deputato Saverio D'Aquino.

Dopo aver prestato il servizio militare divenne responsabile dei servizi demografici e di stato civile del Comune di Mandanici per moltissimi anni fino a quando decise di trasferirsi in qualità di Cancelliere presso il Giudice di Pace di Alì Terme.

Si cimentò in prima persona in politica presentandosi nelle elezioni del 30 novembre del 1997 come candidato a Sindaco in contrapposizione a Giuseppe Briguglio e a Giuseppe Magaraci, ottenne un risultato brillante alle spalle di Giuseppe Briguglio che in quella tornata elettorale divenne Sindaco.

Appassionato di fotografia, con la sua Rolex ha immortalato tantissime manifestazioni pubbliche che si sono tenute, i sui cassetti sono zeppi di foto che riproducono Mandanici in periodi in cui le macchine fotografiche rappresentavano il sogno di tanti.

Fu corrispondente da Mandanici per la Tribuna del Mezzogiorno, quotidiano di Messina, che ha cessato la pubblicazione sin dai primi anni 70.

Brillante presentatore negli spettacoli molto spesso da lui stesso organizzati e si potrebbe ancora continuare per tanto.

E' stato uno di quei cittadini che hanno lasciato il segno, che hanno partecipato attivamente in prima persona a delineare i confini di uno spaccato di vita sociale e culturale della nostra comunità, ha rappresentato uno degli artefici della nostra piccola storia contemporanea, è stato una presenza forte, come pochi possono vantarsi, della nostra piccola società vivendo di luce propria mai di luce riflessa. Uno di quelli che alla domanda mutuata da J. Kennedy cosa hai fatto per Mandanici, potrà rispondere di aver dato tutto se stesso. Lui muore il suo ricordo rimarrà per sempre.