Nasce a
Mandanici nel giugno del 1941, sua madre la signora Melina Misiti fece
l'ufficiale postale per alcuni decenni e prima ancora il padre di lei.
Ciccio Caffo frequenta da convittore
il ginnasio e il liceo classico presso il Real Collegio Capizzi di Bronte
ove consegue la maturità classica.
Costruì dal nulla la Pro Loco della
quale ne fu il primo e unico Presidente. In tale veste diede vita a numerose
iniziative tendenti allo sviluppo turistico di Mandanici.
Creò insieme ad alcuni amici il
gruppo folcloristico Valle degli Ulivi per promuovere Mandanici fuori dai
ristretti confini comunali ed anche in questo caso ricoprì la carica di
Presidente.
Si fece promotore di tante
iniziative, la più importante una serata a favore dell'Aido (associazione
italiana donatori di organi) alla presenza del deputato Saverio D'Aquino.
Dopo aver prestato il servizio
militare divenne responsabile dei servizi demografici e di stato civile del
Comune di Mandanici per moltissimi anni fino a quando decise di trasferirsi
in qualità di Cancelliere presso il Giudice di Pace di Alì Terme.
Si cimentò in prima persona in
politica presentandosi nelle elezioni del 30 novembre del 1997 come
candidato a Sindaco in contrapposizione a Giuseppe Briguglio e a Giuseppe
Magaraci, ottenne un risultato brillante alle spalle di Giuseppe Briguglio
che in quella tornata elettorale divenne Sindaco.
Appassionato di fotografia, con la
sua Rolex ha immortalato tantissime manifestazioni pubbliche che si sono
tenute, i sui cassetti sono zeppi di foto che riproducono Mandanici in
periodi in cui le macchine fotografiche rappresentavano il sogno di tanti.
Fu corrispondente da Mandanici per
la Tribuna del Mezzogiorno, quotidiano di Messina, che ha cessato la
pubblicazione sin dai primi anni 70.
Brillante presentatore negli
spettacoli molto spesso da lui stesso organizzati e si potrebbe ancora
continuare per tanto.
E' stato uno di quei cittadini che
hanno lasciato il segno, che hanno partecipato attivamente in prima persona
a delineare i confini di uno spaccato di vita sociale e culturale della
nostra comunità, ha rappresentato uno degli artefici della nostra piccola
storia contemporanea, è stato una presenza forte, come pochi possono
vantarsi, della nostra piccola società vivendo di luce propria mai di luce
riflessa. Uno di quelli che alla domanda mutuata da J. Kennedy cosa hai
fatto per Mandanici, potrà rispondere di aver dato tutto se stesso. Lui
muore il suo ricordo rimarrà per sempre.