Era
il 24 maggio del 1915 quando l'Italia decise di entrare da protagonista nel
conflitto in corso della prima guerra mondiale iniziata il 28 luglio
dell'anno prima. Sono trascorsi cento anni e sembra ieri perché ogni anno il
popolo italiano ha ricordato quel terribile evento con manifestazioni più o
meno sentite e partecipate. Mentre il Piave mormorava che lo straniero non
sarebbe mai passato, cadevano morti quasi 1.240.000 italiani e tra loro
tantissimi, ma proprio tanti, meridionali , siciliani e mandanicesi. Ne
abbiamo lasciato, solo noi, sui campi di combattimento 19. Tutti eroi,
caduti forse senza un perché.
L'Italia entrò in guerra il 24 maggio e ad appena poco più di due mesi
abbiamo avuto la prima vittima di Mandanici. Cadde da eroe, infatti, il 2
agosto dello stesso 1915 l'ingegnere Andrea Ricciardi con il grado di
sottotenente. Durante il breve periodo collezionò ben due medaglie di bronzo
al valore. Credo che oltre all'iscrizione sulla fredda lapide il nostro eroe
meriti di più con riconoscimenti tardivi più significativi come potrebbe
essere una lastra marmorea sulla casa di nascita di via Sciacca della scala
o meglio ancora con il ripristinare la volontà degli amministratori di un
tempo i quali avevano avanzato l'ipotesi d'intitolare ad Andrea Ricciardi il
plesso scolastico che si trovava in via SS.Trinità.
La
giornata di sole dopo tanta pioggia ha consentito di assistere alla
cerimonia commemorativa che come ogni anno si è svolta davanti al Monumento
ai caduti di piazzetta Dante alla presenza di un pubblico attento mentre
Agatino Crimi, classe 1922, come al solito si aggrappava alla bandiera
italiana.
Presenti il Sindaco Armando Carpo con la sua Giunta al completo, il
Presidente del consiglio comunale Anna Misiti e Gerardo Caffo,i bambini
della scuola dell'infanzia e della scuola primaria accompagnati dalle loro
insegnanti. Presente anche il comandante della locale stazione dei
Carabinieri Rosario Carrolo ed il vigile urbano Giuseppe Saitta. Padre
Luciano D'arrigo, accompagnato da Enzo Mafale, dopo aver celebrato la santa
messa nella Chiesa della SS. Trinità si è portato in corteo davanti al
monumento benedicendo la corona d'alloro che l'Amministrazione comunale per
l'occorrenza ha deposto davanti al Monumento. A creare la giusta atmosfera
con il SILENZIO il trombettista Marcello Frattima venuto appositamente da
Messina.