Caccamo e
Carini dove l'Amministrazione comunale del Sindaco Armando Carpo ha condotto
i suoi anziani per visitare luoghi del palermitano di una bellezza
struggente. Sveglia alle cinque,che domani a orario solare,diventano le
quattro. Partenza alle 6,00 da Piazza Fasti. Ci contiamo per evitare di
perderci per strada e siamo 61 con gli accompagnatori, compreso il Sindaco e
il Presidente del Consiglio Avv. Anna Misiti. Un autobus accogliente a due
piani ci aspetta a Roccalumera non avendo avuto la possibilità di salire
direttamente a Mandanici per la ristrettezza della Provinciale e per le
difficoltà di attraversamento dell'abitato di Pagliara. L'Amministrazione ha
voluto il due piani per tenere uniti tutti i partecipanti evitando così i
soliti malumori che accompagnano sempre queste gite.
Effettuato il
trasbordo, pronti, via, si parte verso i castelli di Caccamo e Carini.
Imbocchiamo l'autostrada per Messina e senza nemmeno accorgerci siamo
arrivati alla prima sosta (idrica) presso l'autogrill ai piedi del Santuario
di Tindari. Senza accorgerci in quanto Franco Campagna ci ha tenuti desti e
rilassati con i suoi indovinelli e le sue barzellette. Dato il microfono
nelle mani di padre Domenico Manuli l'autobus si trasformò per incanto in
men che non si dica in una Chiesa itinerante su gomma come si conviene a
ogni buon Pastore. Alle dieci in punto siamo arrivati nella ridente
Caccamo, cittadina di 9.000 abitanti situata a 521 s.l.m., l'aria frizzante
sotto un sole ammiccante. Siamo stati affidati da Franco Campagna a due
guide locali molto brave nel descriverci i luoghi.
Caccamo ci ha
letteralmente stupiti per la grandiosità della sua cattedrale e per
l'imponenza maestosa del suo castello. Castello pieno di tanta storia
siciliana in generale e della Sicilia occidentale in particolare. La giovane
guida che ci ha accompagnati ha saputo imprimere alla visita il giusto
pathos nell'elencare le vere o presunte atrocità commesse all'interno del
maniero dai nobili baroni che si succedevano nel corso dei secoli. Stanchi,
ma soddisfatti ripartiamo per andare a pranzare a Isola delle Femmine presso
l'accogliente sala ristorante dell'hotel La Scogliera Azzurra, veramente
azzurra in quanto si riflette tutta nell'azzurro mare che la bagna.
Dopo l'ottimo
pranzo a base di pesce si parte per Carini. Abbiamo attraversato
l'autostrada nel tratto che costò la vita al giudice Falcone, il punto
dell'impatto dell'esplosione è contrassegnato da una alta stele a memoria
mentre sul lato opposto ai piedi della montagna la casamatta tutta bianca
dalla quale venne dato il via allo scoppio della bomba. Sulla casamatta
campeggia la scritta NO MAFIA.
Arriviamo a
Carini, a dire il vero un po' stanchi, abituati come siamo alla pennichella
pomeridiana.Il castello dello “amaro caso della baronessa di Carini”
spalanca i sui cancelli e ci fa sprofondare con l'aiuto di una guida molto
professionale nei vari ambienti utilizzati dalla baronessa. Abbiamo visitato
la stanza dove si è consumata la sua atroce fine e dove sembrano fissati
ancora i segni della sua mano insanguinata mentre morente si aggrappava al
muro perimetrale. Il Castello è stato costruito tra la fine dell' XI e
l'inizio del XII secolo da Rodolfo Bonello. Nel XIV secolo passò alla
famiglia dei Chiaramonte, poi ai Moncada,quindi a Ubertino La Grua. I La
Grua lo terranno fino al 1977 quando lo cedettero al Comune di Carini.(ed
era ora!) Il Castello risulta ampiamente restaurato, in molti punti
malamente restaurato a giudizio di chi non ha titoli per dire la sua. La
visita di questo secondo Castello ci ha stancati e pochi sono riusciti a
seguire attentamente le illustrazioni della giovane Cicerone, mentre altri
bivaccavano nell'ampia corte interna.
Stanchi ma
felici, come si usa dire in questi casi, abbiamo fatto il viaggio di ritorno
e a chi ci chiese la mattina dove stessimo andando abbiamo detto A FESTA, di
sera a chi ci ha chiesto da dove venite abbiamo risposto da feeesta.
Organizzazione
impeccabile della 2C by Carmelo Campagna, che ci ha invitati a utilizzare
gli ottimi servizi anche per viaggi di maggior durata. Molto bravo l'autista
Massimo Trimarchi.