|
Piazza
Carabiniere Domenico Bruno
La toponomastica
di Mandanici si arricchisce di un nuovo toponimo intitolato
al Carabiniere Domenico Bruno.
L’intitolazione
è stata preceduta da una breve e toccante cerimonia tenutasi
all’interno del Museo Etno Antropologico del SS.Salvatore.
Il Sindaco
Armando Carpo dopo avere salutato e ringraziato tutte le
autorità presenti ha fatto un breve excursus sulla figura di
Domenico Bruno vittima innocente di avvenimenti storici che
hanno consentito questo gratuito massacro. Ha ricordato che
l’idea dell’intitolazione nata a Peppino Briguglio sia stata
portata avanti dall’Amministrazione di Matteo Scoglio con la
delibera di Giunta n.56 del 24 luglio 2008 e che l’attuale
Amministrazione condividendone le motivazioni
storiche,civili e umane l’ha fatta propria. Ha consegnato
una targa ricordo alla figlia Graziella Bruno leggendone il
testo.
Antonio D’Aliberti, esule
fiumano, figlio del sottobrigadiere della G.d:F scomparso nel
1944 ha dato lettura della lettera di Stefano Petris scritta
poco prima di essere stato condannato a morte;
Fiore
Bruna, esule istriana, con più parenti scomparsi nelle foibe
nel 1944, ha letto la testimonianza di Graziano Udovisi uno
dei pochi sopravvissuti alle foibe;
Maria Cacciola, esule
istriana figlia di un carabiniere di Messina
scomparso a Degnano nel 1945, ha dato lettura della
testimonianza di Nidia Cernecca “giustizia per un padre”
Giorgio Rùstia
Presidente nazionale dell’ANCDJ, venuto appositamente da
Trieste dove vive, ha espresso tutto il suo apprezzamento per
la iniziativa dell’Amministrazione comunale. Ha ricordato
che almeno 300 furono carabinieri siciliani che hanno perso
la loro vita per difendere la popolazione di quelle lontane
terre,aggiungendo, che grazie anche al loro sacrificio ha
avuto la possibilità e la gioia di essere nato e di vivere a
Trento italiana.
La dirigente
scolastica dell’Istituto comprensivo di Roccalumera prof.ssa
Enza Interdonato, presente alla cerimonia con la quinta
classe della scuola elementare di Mandanici e le insegnanti,
si è detta soddisfatta per avere l’Amministrazione spostato
la cerimonia in questa data per consentire la partecipazione
della scolaresca che rappresenta il futuro della nostra
Comunità. Ha preso in prestito il pensiero di Primo Levi “se
comprendere è impossibile conoscere è necessario” anzi
sottolinea conoscere è indispensabile perché ci tutela dal
rischio di cadere nel presente e per il futuro nelle stesse
trappole. Nessuno nasce mostro, mostri si diventa.
Graziella Bruno,
molto commossa ha ringraziato quanti hanno consentito la
realizzazione di questa cerimonia commemorativa
Il Col. Maurizio
Detalmo Mezzavilla Comandante provinciale dei Carabinieri di
Messina ha ricordato come i Carabinieri si siano sempre
distinti nell’adempimento dei propri doveri in circostanze
così drammaticamente tragiche per la nostra Nazione dopo
l’armistizio dell’8 settembre 1943. Ha sottolineato il
modello di efficienza organizzativa dell’Arma nel sostegno
della pace al di fuori dei confini italiani portando ovunque
sicurezza,collaborazione e sviluppo. Ha dato lettura della
motivazione con la quale il Presidente della Repubblica lo
scorso 5 giugno ha decorato la bandiera dell’Arma dei
Carabinieri della medaglia d’oro al merito civile perché "dopo
l'8 settembre 1943 lungo il confine nord orientale, l'Arma
dei Carabinieri offriva un'esemplare prova di tenace
abnegazione nell'alleviare le sofferenze delle popolazioni
italiane dell'Istria, della Dalmazia e delle province di
Trieste e Gorizia, dalla violenza di preponderanti forze
ostili che rivendicavano la sovranità su quei territori. Nel
drammatico sviluppo degli eventi, che comportarono la morte
e l'esodo di migliaia di italiani, oltre 250 carabinieri
immolarono la propria vita nella difesa di quei martoriati
territori."
Confine nord orientale, 1943 - 1947.
A fare da
moderatore durante tutta la cerimonia Mario Carpo
Subito dopo gli
intervenuti si sono portati presso la piazzetta ove, a cura
della figlia, è stata scoperta la lapide in terracotta,
predisposta dal maestro Salemi di Savoca, intitolata a
Domenico Bruno con la seguente epigrafe :
PIAZZA
Carabiniere
Domenico Bruno
Martire delle
foibe
Nov.1908/Sett.1943
Nel rispettoso
ricordo
L’Amministrazione pone
30 settembre
2009
Padre Salvatore
Orlando ha benedetto la targa e la piazza mentre due
Carabinieri in alta uniforme presenziavano. Un trombettista
dell’Arma dei Carabinieri ha suonato il silenzio in
un’atmosfera divenuta surreale. Un lungo e fragoroso
applauso rompe il silenzio e chiude la cerimonia.
|