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La
ringrazio per l’ospitalità che mi ha dato nel Suo sito e
per avermi fatto ricordare un periodo di grande impegno e
grande entusiasmo.
Sono
io quell’umile persona che galvanizzata dalla missione che
si apprestava a compiere e realizzare in un sol colpo ben
tre obietti:
1)
1)
concretizzare
per la popolazione di Mandanici una favorevole occasione di
sviluppo economico e culturale attraverso l’uso turistico
di un grande bene culturale;
2)
2)
concorre
allo sviluppo dell’Ortodossia, in Magna Grecia, come
recupero della nostra identità storia e culturale;
3)
3)
dare una
prospettiva a pochi o molti giovani di Mandanici a vivere il
futuro riscoprendo il passato.
Si
mescolavano in un armonico disegno elementi di grande
spiritualità Cristiana, in comunione ecumenica con
Cristianità Occidentale; gli interessi più quotidiani
della popolazione, soprattutto giovanile e imprenditoriale
di Mandanici; l’impegno, quasi apostolico di un gruppo di
neofiti, allora guidati ed ispirati da Padre Nilo Vatopedino.
Sono stato più volte a Mandanici, ho incontrato tanti
cittadini che mi hanno accolto con cortesia e gentilezza. Ho
incontrato anche Lei, ma non riesco a identificarne le
fattezze; i ricordi di sbiadiscono ma in quei fatti mi
riconosco. Ho portato in Mandanici, duo o tre comitive di
turisti; ho cercato di svolgere con il massimo impegno e con
piena onestà intellettuale e morale il compito che mi era
stato affidato da padre Nilo Vatopedino: contribuire a
convincere l’opinione pubblica e gli amministratori che
era buono ed utile concedere la Badia alla Chiesa Ortodossa.
E con convinzione e con assoluta convinzione sulla bontà
del progetto ho contribuito a porre “la prima pietra
fondante di questo rapporto iniziato con il mondo
ortodosso”.
Nel
momento in cui, a seguito del trascorrere del tempo e delle
mutate condizioni, ho avuto il dubbio e quando questo dubbio
ha trovato riscontri, ho pensato che fosse mio dovere
sciogliere il patto d’onore che mi legava al progetto che,
l’esperienza, mi induceva a ritenere non corretto e
soprattutto dopo aver verificato che la promessa di
instaurare consistenti flussi turistici poteva non essere
rispettata, con grave danno alla Comunità di Mandanici.
Cosa è successo?
Le
cose sono profondamente cambiate ed il discorso si fa lungo,
tortuoso, difficile, complesso e articolato. Forse le
passioni, le ambizioni umane hanno preso il sopravvento;
forse possiamo trovare una risposta in questo articolo
pubblicato dal giornale greco “Ortodoxos Typos” del 23
dicembre 2005:
””E
tutto andava bene in questa zona fino a che si è presentato
l’ormai famoso in tutta la Grecia, Vavilis, con la sua
sospettosa compagnia, che ha messo tutto soqquadro.
Insieme
a Vavilis sono arrivati nella zona professori, giornalisti,
funzionari di vari Enti, personaggi in generale con
obiettivi di guadagni illegittimi e sfruttare gli elementi
ellenistici della zona.
Purtroppo
nelle loro reti delinquenziali sono rimasti intrappolati
persone che nessuno poteva mai e poi mai sospettare o per
ingenuità o per frode.
Non
è compito mio giudicare, anche se conosco. Inoltre, dopo
questo originario sconvolgimento, al quale ha influito la
stampa e veri, purtroppo, nemici invisibili
dell’Ortodossia e dell’Ellenismo sia dall’interno che
dall’esterno, non sono state prese misure, non si è
ripristinato l’ordine, non sono state date giuste
punizioni spirituali con il risultato che alcuni hanno
continuato il lavoro distruttivo con l’obiettivo di
ulteriori danneggiamenti in futuro””.
Infine
e al solo scopo di ulteriore chiarimento, il sottoscritto
non ha chiamato in causa nessuno. Ha cercato di tirarsi
fuori, perché completamente estraneo, ma ha voluto farlo
apertamente senza zone d’ombra per consentire a tutti gli
“addetti ai lavori” di sapere e poi ognuno riprenda la
sua strada. Abbiamo
risposto alle aggressioni, alle offese, ai danni subiti. Abbiamo
registrato gli avvenimenti, e sono veri e inconfutabili,
senza chiamare in causa nessuno; senza arrogarci il diritto
di dare patenti di onestà o disonestà (come fanno gli
altri). Io
non so quello che i nuovi arrivati assieme ai vecchi hanno
giornalmente compiuto. So che esistono fiumi di inchiostro
sullo scandalo, nel quale il signor Vavilis certamente
rappresenta la punta dell’iceberrg; so che esiste una
bretella “Calabria”; so che i rapporti in zona sono
cambiati, le aggressioni e le divisioni non si contano più.
Per finire, rinnovo i miei ringraziamenti per la Sua cortese
accoglienza e formulo i migliori auguri a Lei ed ai
cittadini di Mandanici verso i quali mi lega una corrente di
simpatia e di stima.
F.to Lorenzo Gattuso
Reggio
Calabria, 30/12/2005.
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