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Marcia
indietro inopportuna……
Come
ricorderete appena il 25 ottobre u.s. il Consiglio comunale
aveva provveduto ad assegnare in concessione per un periodo
di cinquanta anni il Monastero di Badia all’Arcidiocesi
Ortodossa d’Italia con sede a Venezia.
Qualche
giorno dopo, con un tempismo da formula uno, perviene al
Comune un’esposto-denuncia nel quale si lamenta per la
predetta concessione poiché alcuni rappresentanti della
Chiesa Ortodossa si sarebbero macchiati di gravi colpe.
Il
Sindaco dottor Giuseppe Briguglio immediatamente ha
provveduto ad inviare copia dello stesso alle autorità
competenti per gli eventuali provvedimenti di competenza e
nello stesso tempo lo ha fatto visionare in forma del tutto
segreta ai singoli consiglieri comunali.
Nella
seduta del 28 novembre 2005 il Consiglio, in autotutela,
revoca la precedente delibera di concessione.
L’unico
consigliere a votare contro il ritiro del precedente
provvedimento il consigliere Giuseppe Briguglio il quale in
un ampio intervento spiega il perché del suo voto contrario
con le seguenti argomentazioni.
La
concessione precedentemente assegnata non era stata fatta ad
una persona fisica ma a favore dell’Arcidiocesi ortodossa
d’Italia, Ente morale e giuridico al disopra d’ogni
sospetto; aggiunge ancora, garantista come sono per mia
forma mentale, anche le persone fisiche indicate
nell’esposto sono da ritenere al disopra d’ogni sospetto
almeno fino a quando nei loro confronti non siano state
emesse delle sentenze passate in giudicato, mentre
l’Archimandrita N.V. non solo non è indagato né
condannato ma addirittura continua ad insegnare regolarmente
in una facoltà universitaria della Calabria.
A
prescindere dallo schiaffo dato ad un ecumenismo che proprio
a Mandanici avrebbe potuto far sentire i primi vagiti,
conclude dicendo, avevamo fatto qualcosa di grande, qualcosa
di veramente importante per lo sviluppo del nostro
territorio che già molta gente di cultura e non
c’invidiava. Eravamo riusciti a varcare i ristretti
confini del nostro paese. Questo STOP, anzi questa marcia
indietro inopportuna, ci riporta negli angusti spazi dove
forse meritiamo di restarci.
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