Il
14 novembre scorso padre Domenico ha festeggiato insieme ai suoi
parrocchiani il primo anno di apostolato a Mandanici. I fedeli hanno
provveduto alla preparazione di dolci e leccornie in genere, il Sindaco
Armando Carpo gli ha regalato una bella torta decorata con parole di Papa
Giovanni Paolo II. Per la predisposizione di questo articolo avremmo voluto
chiedere a padre Domenico le sue sensazioni, le sue riflessioni dopo un anno
a Mandanici. Invece si è ritenuto più sincero parlare del nostro Parroco
senza chiedergli nulla, cercando di andare a pelle, secondo gli umori della
gente, secondo il pour parler che si sussurra tra i mandanicesi. Arrivò a
Mandanici il 14 novembre del 2009 accompagnato da uno stuolo di fedeli di
Saponara e dintorni che a malincuore lo hanno dovuto consegnare alla Chiesa
di Mandanici. Inizialmente ha dovuto superare i fisiologici ostacoli
frapposti dai rancorosi diffidenti, superati brillantemente con l'aiuto e la
vicinanza dei più.
Dopo l'iniziale
tentennamento alla fine, come si conviene a un buon Pastore di anime, ha
accettato volentieri l'amaro calice come Gesù nel giardino degli ulivi.
Battagliò con i suoi nuovi parrocchiani con le armi della bontà, del sorriso
e con l'utilizzo del linguaggio universale della verità e lentamente quanti
erano animati da ipocrita malizia abbandonarono l'atteggiamento iniziale di
ostilità e quanti si erano abituati a pestare l'acqua nel mortaio si sono
ricreduti avvicinandosi a loro nuovo Parroco. I suoi sermoni sono sempre
semplici, alieno com'è dalle superfetazioni linguistiche, e mirati a
lasciare in quanti lo ascoltano un senso di pace, di tranquillità interiore
tanto necessaria ad ogni essere umano. Le sue non sono semplici omelie
astratte, ma veri racconti di vita vissuta, racconti di piccole storie
quotidiane che riesce abilmente a decodificare al servizio dei suoi
parrocchiani con lo scopo di trainare questa comunità religiosa verso
orizzonti più sereni. Da qualche tempo i fedeli hanno avuto la possibilità
di assistere alle Messe di rinnovamento dello spirito, molto terra terra
definite messe di guarigione. Arrivano fedeli da ogni dove tant'è che la
Chiesa di San Giuseppe riesce a malapena a contenerli tutti.
Forse qualcuno
si aspetta da padre Domenico qualche miracolo, ma fino ad oggi non ne è
stato capace, riteniamo che si stia attrezzando. Ma se non ci dovesse
riuscire sicuramente è stato capace di inculcare nei suoi parrocchiani uno
dei due comandamenti della carità: amerai il prossimo tuo come te stesso.
Padre Domenico odia il peccato ma non il peccatore, predica l'amore verso il
prossimo e il perdono delle offese ricevute. E' un prete particolare,
difficilmente descrivibile ricco com'è di personalità condita di bontà,
devozione e fede, sembra comunque che abbia una marcia in più nei confronti
di questa Comunità che certe volte dà l'impressione che abbia piacere a
camminare con il freno a mano tirato, diffidente verso le novità che
provengono dal mondo esterno. L'educazione familiare ricevuta da bambino non
era indirizzata certamente per farne un Sacerdote. Non apparteneva alla
schiera dei tanti che parcheggiati dalla famiglia in seminario sono
diventati preti inconsapevolmente, senza nemmeno accorgersi del passo
compiuto. Padre Domenico è uno dei pochi che divenne Prete per chiamata dal
Cielo sapendo sin d'allora che accettando l'invito celeste avrebbe dovuto
rinunziare alle illusorie godurie della vita terrena. Egli decise in piena
libertà di consacrarsi a Dio e al suo prossimo.
Riteniamo di
avere fotografato padre Domenico e quanto avviene dentro e intorno alla
nostra Comunità ecclesiale senza ornamenti retorici che stonerebbero con
l'immagine che ci siamo fatti di Padre Domenico Manuli.