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Re Carnevale senza sudditi:

A ricordare carnevale alcuni bambini vestiti in maschera hanno fatto il giro delle strade del paese accompagnati a vista dai genitori.

Con il trascorrere degli anni sembrano lontane le feste carnascialesche che tenevano impegnato l’ intero paese in quella che rappresentava la festa per eccellenza del divertimento e dello scherzo. Era una bella tradizione goliardica che purtroppo si sta lentamente esaurendo.La festa una volta iniziava subito dopo Natale e terminava il martedì grasso prima delle Ceneri con la messa a morte di re Carnevale dopo un sommario processo di piazza e tanta farina spruzzata sugli spettatori. Il ballo la faceva da padrone. Le “sale” ricavate in case di civile abitazione rappresentavano il punto d’incontro ideale per trascorrere momenti di spensierato divertimento. Molto spesso si assisteva alla nascita di nuovi amori al ritmo coinvolgente del tango, della polca, del valzer,della mazurca e della tarantella suonate da valenti fisarmonicisti regolarmente retribuiti dai promotori (soci) dell’iniziativa. Non era possibile entrare mascherati nelle “sale” se non accompagnati da persona conosciuta dal padrone di casa. Le maschere erano molto povere senza particolari riferimenti alle più famose del resto d’Italia. Le attività quotidiane di “trappitaru”, di “picuraru”, di “viddanu” davano gli spunti più interessanti, quasi a volere esorcizzare il duro lavoro cui si era costretti ad eseguire giornalmente. Sarebbe interessante effettuare un maggiore approfondimento socio-culturale del fenomeno Carnevale con riferimento alla nostra comunità per cui saremo lieti di pubblicare eventuali ricordi, aneddoti, piatti tipici del periodo, suggerimenti . Buon carnevale a tutti.

 

 

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