Sono
partiti dalla lontana Australia per fare il percorso a ritroso che tanti
anni or sono due di loro con i genitori avevano fatto in senso inverso con
il famoso piroscafo.
In molti casi
gli emigranti hanno voluto dare un taglio netto alle proprie origini per non
doversi confrontare con i luoghi e con le persone che non sono stati capaci
di garantire loro una vita serena ed agiata tanto da costringerli ad andare
via oppure, molto spesso, per nascondere gli insuccessi collezionati
all'estero.
Non è il caso
degli eredi Saitta, essi vogliono toccare con mano, vedere personalmente i
luoghi che durante questi lunghi anni di permanenza australiana hanno ''visto''
attraverso i racconti del nonno Gaetano o Tanino come affettuosamente veniva
chiamato in paese.
In questo
gruppo abbiamo quelli della seconda, della terza e quarta generazione che
nonostante tutto si sentono parte integrante della nostra Comunità, sanno
benissimo che il loro Dna ha residenza stabile a Mandanici, che il loro modo
di essere, plasmato nel tempo, parte da Mandanici,modo di essere che solo in
parte la vita australiana è riuscita a modificare. Alcuni di loro riescono a
parlare un siciliano stentato, d'altri tempi, un siciliano intercalato da
parole inglesi. Il mantenere in vita il siciliano non ha mai rappresentato
per loro un disvalore o una difficoltà d'inserimento nella nuova nazione di
adozione. La lingua dei nonni ed i racconti ascoltati hanno rappresentato il
cordone ombelicale al quale hanno deciso di tenersi affettuosamente legati
nei confronti di un territorio che magari non è più quello arretrato e
povero descritto dagli anziani in famiglia.
I tempi erano
tristi,il paese languiva nella inedia assoluta tanto che a metà degli anni
cinquanta del ventesimo secolo Gaetano Saitta e Cornelia La Scala con i loro
tre piccoli figli (Nino,Santa e Annamaria) decisero di dire addio loro
malincuore a Mandanici ed a tutti i parenti.
Gaetano Saitta
faceva il falegname in piazza Duomo mentre Cornelia era una sarta affermata
presso la quale le ragazzine del paese andavano ad imparare l'arte del
cucito e del ricamo, come si diceva allora annaunu a maistra. Entrambi sono
deceduti in Australia.
Gaetano Saitta
era presente in piazza Duomo quando nel 1954 furono ritrovate le note monete
antiche durante lavori di scavo.
Ci piace
ricordarli tutti con i loro cognomi e nomi questi mannanicioti ed i loro
affini che forte hanno sentito il bisogno di visitare i luoghi della loro
terra di origine,i luoghi delle loro radici più profonde che mai niente e
nessuno riuscirà ad estirpare.
Tony Saitta
figlio di Gaetano e di Cornelia La Scala,geologo minerario affermato a
Perth, padre di cinque figlie femmine. Nel 1993 fondò la Saitta petroleum
consultants Pty. E' stato proprio lui il promotore di questa brillante
rimpatriata collettiva per festeggiare il suo compleanno.
Franca
Castiglione in Saitta moglie di Tony origini siciliane di Randazzo
Melissa Saitta
in Porter figlia di Tony e di Franca (arriva da Seattle-Usa)
Ben Porter
marito di Melissa Saitta “ “ “
Kai Porter
nipote di Tony “ “ “
Sienna Porter
nipote di Tony “ “ “
Jessica Saitta
figlia di Tony
Nick Murray
compagno di Jessica Saitta
Lara Saitta
figlia di Tony
Nadia Saitta in
Gibellini figlia di Tony
Lincon
Gibellini genero di Tony
Olympia
Gibellini nipote di Tony
Katrina Saitta
figlia di Tony (arriva dalla Scozia)
Duncan Kinnear
compagno di Katrina Saitta “ “ “
Santa Saitta
sorella di Tony, figlia di Gaetano e di Cornelia La Scala
Sue Nash nipote
di Tony e figlia di Santa Saitta
Eleise Lawrence
nipote di Tony e figlia di Santa Saitta
Assente
giustificata Annamaria Saitta sorella di Tony
In totale sono
diciassette, basterebbero da soli a ripopolare Mandanici, rappresentano
quasi il 3% della popolazione residente.
Ma non finisce
qui. La rimpatriata avrà un lieto epilogo il 27 settembre prossimo al Caesar
Palace di Giardini dove gli “australiani” hanno invitato amici e parenti per
trascorrere insieme una serata indimenticabile. Tutti insieme gli invitati
superano il centinaio.
Lunedì, invece,
saranno ricevuti dal sindaco Armando Carpo nel Palazzo comunale.