ARTICOLO


La notizia pubblicata sul nostro sito in merito al contributo richiesto e ottenuto dall’Amministrazione per la biblioteca comunale abbiamo ricevuto da Natale Mirabile delle precisazioni che condividiamo in pieno e rimandiamo ai nostri lettori per una analisi più attenta sull’utilizzazione e valorizzazione del grande patrimonio librario avuto in eredità:

PERCHE’ “ESPORRE” I NOSTRI LIBRI

A chi si domandasse perché questo patrimonio si debba difendere e rendere accessibile al pubblico, risponderemo subito che ciò obbedisce ad uno scopo educativo.

Prima, però, di esaminare tale scopo, prima di domandarci : educare a cosa e perché, sarà utile distinguere tra l’ esposizione di opere di artisti viventi e quella di opere antiche come le nostre. Nel caso primo, a nostro avviso, è perfettamente inutile l’esposizione di opere di viventi che ovviamente non corrono affatto il rischio di essere distrutte; il fatto che comunque vengano altrove esposte indica chiaramente uno scopo pubblicitario nei confronti dell’artista o del mercante. Un’opera, dunque,di propaganda mirante ad un guadagno puramente speculativo. L’aspirazione di un artista nel vedere le proprie opere esposte dipende soltanto dal suo bisogno personale e dalla sua vanità.

Veniamo allora al nodo cruciale del problema, perché “esporle”?  Se intendiamo mostrarle non come mere curiosità ma per ragioni educative, è ovvio che ci proponiamo di fruirle in un modo che prescinde da una loro utilizzazione concreta. Sarà soltanto in modo immaginario e non reale che andremo a leggere ad esempio la :Historia di tutte l’heresie di Domenico Bernini o a sfogliare Il: Medicinae sistematicae  di Federico Hoffmann. Gli scopi educativi che può assolvere un’esposizione esigono, di conseguenza, non solo l’intervento di un curatore che la allestisca,ma anche di esperti che illustreranno sia i bisogni originari dei committenti sia i metodi di ricerca e trascrizione praticati a suo tempo dai vari artisti e autori. Infatti se le opere giunte fino a noi sono ciò che sono,dipende da chi furono i committenti che le ordinarono e da cosa vollero dire gli artisti che le crearono. Se l’esposizione vuole essere qualcosa di più di una rassegna di curiosità e di un’occasione di svago,non basterà accontentarsi delle nostre reazioni di spettatori. Per conoscere le ragioni del loro essere come sono occorre conoscere gli uomini che le produssero. Né sarà “educativo”interpretare il significato di tali scritti in base alle nostre reazioni di piacere o dispiacere, o ritenere che quegli uomini pensassero a modo nostro, o fossero spinti da motivazioni solo estetiche o volessero esprimere se stessi. E’ invece nostro dovere esaminare la “loro” teoria anzitutto per comprenderne il senso di ciò che essi hanno realizzato e poi accertare se quella teoria, magari diversa dalla nostra non sia a volte ancora valida.

Immaginiamo di passare in rassegna una collezione di opere greche, e di ricorrere a Platone come nostro consulente. Egli ignora la distinzione moderna tra belle arti e arti applicate. Per lui, pittura,musica falegnameria o ceramica sono altrettante espressioni di poesia. Plotino daltronde in accordo con il suo maestro afferma che la musica o la lavorazione del legno non si basano sulla conoscenza umana ma sulla sapienza ideale. Platone denigrando le “vili arti meccaniche” distinguendo il lavoro puro e semplice dalla manifattura artistica si riferisce all’insieme dei prodotti concepiti per soddisfare i soli bisogni del corpo. L’arte che egli definisce bella e pertanto degna di rientrare nello stato ideale, non dovrà limitarsi a

essere utile ma anche vera rispetto ad appropriati modelli, e dunque bella. In tal caso essa soddisferà allo stesso tempo le esigenze “dell’anima e del corpo dei cittadini”. Il suo concetto di “musica” include tutto ciò che noi intendiamo per “cultura” e “ginnastica” scrittura” sta per tutto quanto oggi attiene all’addestramento e al benessere del corpo. L’educazione fisica ed intellettuale non vanno quindi perseguite separatamente, l’atleta esasperatamente agonista e l’artista esangue sono parimenti da disprezzare. D’altra parte oggi si è ormai abituati a considerare la musica e la cultura come qualcosa di inutile seppure apprezzabile.

Questi preziosi libri sono oggi inadatti a soddisfare i nostri bisogni materiali ,me proprio per questo può darsi che siano in grado di appagare le esigenze dello spirito o se preferite della ragione. Queste opere d’arte sono dei sollecitatori della memoria,ovvero dei sostegni alla contemplazione. La giusta somiglianza delle cose” secondo S.Agostino “si giudica dalle idee da cui esse sono informate”. Poiché le idee esistono indipendentemente dall’intelletto che le accoglie e di cui sono le forme,una loro proprietà privata è inconcepibile; non può esservi una paternità delle idee, che possono essere soltanto accolte ,non importa se da uno o da molti. E se si pensa che l’operazione intellettuale dell’artista sia “libera”,tale non è certo nelle idee che intende esprimere nell’arte o, se si vuole, nei contenuti della sua opera, giacché la natura di quelle idee è predeterminata da una scienza tradizionale di origine trascendente.

Il fine generale dell’arte è il bene dell’uomo”-Aristotele.