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26 Giugno 2017

Mandanici. Santa Saitta

Sono finite le vacanze per Santa Saitta. Due mesi sono volati via. E' venuta appositamente da Perth in Australia per visitare Mandanici, il suo paese di nascita, il paese che non ha mai dimenticato. Scambiando con lei alcuni ricordi si ha la sensazione che non sia mai partita.

Ricorda i suoi primi tredici anni trascorsi a Mandanici con grande affetto e tanta mestizia. Si ricorda quando incaricata da suo padre Gaetano e sua mamma Cornelia La Scala andava a trovare i clienti che non pagavano i vestiti confezionati, a lei toccava l'ingrato compito, a soli tredici anni, di sollecitarne il pagamento. A lei pure toccava andare a prendere il latte per la sorella Annmaria più piccola. Si ricorda quel 20 settembre del 1955 quando dal porto di Messina a bordo dell' Oceania dovette lasciare il suo paese, i suoi ricordi, i suoi affetti, i fazzoletti al vento, le lacrime che solcavano il viso. Ricorda l'11 ottobre dello stesso 1955 quando arrivò a destinazione impaurita dalle discriminazioni e dalla marginalizzazione, spaesata per le difficoltà incontrate a causa di una non facile integrazione sociale in una nuova realtà completamente diversa e per certi versi intollerante verso gli immigrati non inglesi di origine.

Sono venuta a Mandanici perché avevo bisogno di riassettare i ricordi della mia mente ci ha detto in un siciliano perfetto, senza inflessioni, senza intercalari, senza anglicismi. Ha partecipato al pellegrinaggio a Tindari, era presente nella basilica cattedrale di Messina per la nomina a Diacono di Alessandro Caminiti, ha seguito la processione del Corpus Domini munita del suo tablet catturando immagini da portarsi nella sua nuova terra. Ritornerò appena posso, ho bisogno di ritornare ci ha detto commossa perché il mio cuore é qui.

E noi l'aspettiamo con vero piacere