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Mandanici:
Primo corso d’iconografia.
Si sono conclusi i lavori del primo
corso d’iconografia realizzato nel monastero basiliano di
Santa Maria Annunziata di Mandanici a cura dell’Istituto
San Niceforo il solitario. Nella settimana appena trascorsa siamo
stati attenti osservatori di quanto si veniva a svolgere e
di cosa rappresenta l’iconografia per la chiesa ortodossa.
Che cos’è l’iconografia è la
prima domanda che ci siamo posti avendo di riscontro due
risposte. La prima di carattere lessicale la seconda
spirituale, culturale e artistica. Il termine deriva dal greco
eikon-graphia che letteralmente tradotto vuol dire scrittura
di una immagine. Ma l’icona non è solo immagine, è
una preghiera scritta con l’immagine, è una alternativa
alla preghiera. Essa rappresenta attraverso i suoi colori,
le sue forme, le sue intense emozioni “l’immagine
visibile del Dio invisibile”. Durante lo svolgimento del corso sono
state riprodotte tutte le fasi di realizzazione di una
icona. Dalla tavola di legno e la sua gessatura fino alle
iscrizioni e alla verniciatura finale. E’ stato diretto e
guidato dai due eminenti iconografi Stefan Stefanov e Liuba
Stefanova entrambi provenienti dal dipartimento di restauro
dell’associazione artistica della Bulgaria e della società
internazionale per i musei e beni culturali Icomos. Sono state realizzate tre icone
rappresentanti: il Cristo Pantocratore (cioè
l’Onnipotente); la Madre di Dio Odichitria (Colei che
indica la via della salvezza) e San Giovanni Battista. I materiali utilizzati sono stati
quelli tradizionali, di sempre, tutti d’origine naturale
quali il legno, il gesso, la colla di coniglio, le terre
colorate stemperate in rosso d’uovo e aceto, l’oro
zecchino di 23,45 carati in fogli.Ci ha incuriosito
l’insegnante nella fase di doratura quando ha prelevato da
un cuscinetto, imbottito d’ovatta e foderato di pelle di
vacchetta, le lamine d’oro dopo avere stropicciato sulla
sua barba una pennellessa di martora per elettrizzarla al
fine di facilitarne la presa. Non trattandosi solo di segni
e di colori trasferiti su tavola il dott. Ivanov Ivan
Stoyanov dell’università di Sofia ha seguito tutto il
corso spiegando l’intima correlazione tra la liturgia e la
cultura dell’icona.Si è particolarmente soffermato sulla
storia dell’iconografia ortodossa, sottolineando
l’importanza dei Santi concili ortodossi e il rapporto tra
l’Eucaristia e l’icona. Sono stati mostrati e spiegati i
testi liturgici usati nella tradizione bizantina per
dipingere un’icona. Questo è un modo di trasfigurazione del fedele cristiano
attraverso la luce di Cristo. Nelle lezioni pomeridiane è
stato svolto un corso propedeutico di liturgia bizantina
trattando le parti principali della divina liturgia,
l’Eucaristia e i Sacramenti. Abbiamo raccolto alcune brevi
considerazioni sullo svolgimento del corso rese da due dei
tanti allievi che vi hanno partecipato con tanto interesse. Ci ha detto Domenico Salemi artista di
Savoca: “Il corso di iconografia di Mandanici ha dato, nel
nostro territorio, una opportunità unica. Grazie alla
presenza dei monaci ortodossi nel monastero di Mandanici si
ritorna alle origini. Proprio lì, dove i monaci si
rifugiarono per salvare le immagini sacre durante le lotte
iconoclaste, parte il corso d’iconografia per la continuità
nel tempo di questa grande tradizione”. E Camilla Celona studentessa di
tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni
culturali presso l’università di Parma : “Per
realizzare l’icona indispensabili, per consentire la
giusta concentrazione, sono stati il silenzio e la
tranquillità che il monastero basiliano di Santa Maria
Annunziata di Mandanici è stato capace di regalare insieme
alla sua magica atmosfera d’altri tempi a noi tutti
corsisti”. Padre Nilos Vatopedinos Abate del
monastero ha espresso la sua grande soddisfazione per la
riuscita di questa prima esperienza di interesse culturale e
religioso che rappresenta la rinascita dell’arte sacra in
Sicilia partendo proprio da Mandanici.
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