Correva
l'anno 1980 quando l'Amministrazione dell'epoca guidata dal Sindaco Carmelo
Fasti con la consiliare n.62 del 30 novembre incaricò lo studio tecnico
formato dall'arch. Umberto Giorgio, dall'Arch. Maria Canale e dall'ing.
Domenico Salmeri per la redazione del Piano regolatore generale (PRG) reso
obbligatorio in tutti i comuni siciliani dalla LR 71/78 come meglio
esplicitato con la circolare 1/92 e dalla L.R.65/81.
Molta acqua è
passata sotto i ponti, molte Amministrazioni si sono succedute, qualche
Commissario regionale ad acta è intervenuto, ma il PRG ha visto una debole
luce solo nell'anno 1994 con l'approvazione della delibera consiliare n. 34
del 16 giugno 1994, consegnato dai professionisti al Comune il 15 giugno
1994. Però il PRG nasce monco in quanto privo di alcuni allegati necessari
per poterlo inviare alla Regione per la successiva approvazione. Infatti,
come il Sindaco di Mandanici Armando Carpo ha relazionato al Consiglio, il
documento urbanistico era orfano del piano particolareggiato, nello stesso
non si fa cenno dello studio agricolo forestale,era altresì privo di diversi
visti di organismi superiori previsti per legge come quelli del genio
civile,della soprintendenza,della stessa commissione edilizia comunale.
Trattavasi pure di uno strumento urbanistico sovradimensionato alle reali
esigenze del paese ove si prevedeva una crescita demografica mentre da
qualche decennio, già allora, era evidente il decremento che a tuttora
continua. Era uno strumento che non ha tenuto conto delle indicazioni delle
indagini geologiche redatte da due professionisti diversi in tempi diversi,
per cui in base a quel PRG si sarebbe potuto costruire in zone altamente a
rischio frane così come nella zona a monte di Via Cesare Battisti. Era uno
strumento che si era dimenticato della legge Galasso sulla distanza di
costruzione dai torrenti prevedendo la zona artigianale nella zona di
contrada Cocuzzo nelle adiacenze del Dinarini. Mancanza di elementi
essenziali, lungaggini burocratiche, norme legislative modificative e molto
spesso incomprensibili, Consigli comunali impossibilitati a deliberare in
quanto alcuni dei suoi componenti erano direttamente interessati nella
destinazione di alcune aree hanno reso inapplicabile il PRG approvato dal
Consiglio Comunale nella seduta del 1994 creando non poche difficoltà nella
gestione del tessuto urbano. Mancava lo strumento principe per garantire una
crescita edilizia ordinata sotto il controllo dell'Ente territoriale. Il
Sindaco e il Consiglio ad unanimità (11 su 11 presenti), sentito pure il
parere legale espresso dall'Avv. Carlo Mastroeni di Roccalumera, hanno
deciso per queste motivazioni di revocare in autotutela la predetta delibera
che approvava ciò che non era possibile approvare.
Con lo stesso
atto deliberativo è stato dato mandato al Sindaco di curare ogni successivo
adempimento per potere procedere nell'iter per la redazione e l'approvazione
di un nuovo PRG che tenga conto di tutte le nuove norme che fin qui si sono
accumulate.
A partire da
oggi 25 settembre 2010, essendo stato reso immediatamente esecutivo l'atto,
e fino alla redazione di un nuovo PRG le istanze di concessione edilizia
saranno esaminate con le norme del vecchio P.D.F. (programma di
fabbricazione) allegato al Regolamento edilizio.