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25 settembre 2010

Mandanici. P.R.G. indietro tutta

Ingrandimento immagineCorreva l'anno 1980 quando l'Amministrazione dell'epoca guidata dal Sindaco Carmelo Fasti con la consiliare n.62 del 30 novembre incaricò lo studio tecnico formato dall'arch. Umberto Giorgio, dall'Arch. Maria Canale e dall'ing. Domenico Salmeri per la redazione del Piano regolatore generale (PRG) reso obbligatorio in tutti i comuni siciliani dalla LR 71/78 come meglio esplicitato con la circolare 1/92 e dalla L.R.65/81.

Molta acqua è passata sotto i ponti, molte Amministrazioni si sono succedute, qualche Commissario regionale ad acta è intervenuto, ma il PRG ha visto una debole luce solo nell'anno 1994 con l'approvazione della delibera consiliare n. 34 del 16 giugno 1994, consegnato dai professionisti al Comune il 15 giugno 1994. Però il PRG nasce monco in quanto privo di alcuni allegati necessari per poterlo inviare alla Regione per la successiva approvazione. Infatti, come il Sindaco di Mandanici Armando Carpo ha relazionato al Consiglio, il documento urbanistico era orfano del piano particolareggiato, nello stesso non si fa cenno dello studio agricolo forestale,era altresì privo di diversi visti di organismi superiori previsti per legge come quelli del genio civile,della soprintendenza,della stessa commissione edilizia comunale. Trattavasi pure di uno strumento urbanistico sovradimensionato alle reali esigenze del paese ove si prevedeva una crescita demografica mentre da qualche decennio, già allora, era evidente il decremento che a tuttora continua. Era uno strumento che non ha tenuto conto delle indicazioni delle indagini geologiche redatte da due professionisti diversi in tempi diversi, per cui in base a quel PRG si sarebbe potuto costruire in zone altamente a rischio frane così come nella zona a monte di Via Cesare Battisti. Era uno strumento che si era dimenticato della legge Galasso sulla distanza di costruzione dai torrenti prevedendo la zona artigianale nella zona di contrada Cocuzzo nelle adiacenze del Dinarini. Mancanza di elementi essenziali, lungaggini burocratiche, norme legislative modificative e molto spesso incomprensibili, Consigli comunali impossibilitati a deliberare in quanto alcuni dei suoi componenti erano direttamente interessati nella destinazione di alcune aree hanno reso inapplicabile il PRG approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 1994 creando non poche difficoltà nella gestione del tessuto urbano. Mancava lo strumento principe per garantire una crescita edilizia ordinata sotto il controllo dell'Ente territoriale. Il Sindaco e il Consiglio ad unanimità (11 su 11 presenti), sentito pure il parere legale espresso dall'Avv. Carlo Mastroeni di Roccalumera, hanno deciso per queste motivazioni di revocare in autotutela la predetta delibera che approvava ciò che non era possibile approvare.

Con lo stesso atto deliberativo è stato dato mandato al Sindaco di curare ogni successivo adempimento per potere procedere nell'iter per la redazione e l'approvazione di un nuovo PRG che tenga conto di tutte le nuove norme che fin qui si sono accumulate.

A partire da oggi 25 settembre 2010, essendo stato reso immediatamente esecutivo l'atto, e fino alla redazione di un nuovo PRG le istanze di concessione edilizia saranno esaminate con le norme del vecchio P.D.F. (programma di fabbricazione) allegato al Regolamento edilizio.

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