Ha
resistito oltre ogni ragionevole dubbio ma alla fine anche il gran
Cerimoniere di Piazza Mazzullo cede le armi.
Da bambino fece
apprendistato presso il salone di Nicola e Pippo Caminiti, partecipò a corsi
di formazione presso don Santino Gregorio di Alì Terme uno dei migliori
parrucchieri del comprensorio. Intere generazioni hanno messo fiduciose la
testa tra le sue mani e con pochi spiccioli sono riuscite a ripulirla dai
peli superflui.
Il salone era
diventato parte integrante della piazza e non era solo il luogo dove farsi
la barba o i capelli, era il luogo d'interazione sociale, era il luogo dei
perditempo, era il luogo d'incontro specialmente quando fuori pioveva o il
freddo intenso si faceva sentire ma era anche il luogo impregnato di fumo
almeno fino alla applicazione della legge che ne ha imposto il divieto nei
luoghi aperti al pubblico. La sua capacità di raccontare le ultime
barzellette era innata tanto da far pisciare dalle risate.
Era bravo nella
sua professione ma ancor di più nell'intrattenimento degli avventori che nel
salone trovavano pure il luogo ideale dove scambiare pettegolezzi e
discutere dei problemi del paese. Quando era più giovane con la sua
fisarmonica Scandalli, che suonava con maestria, allietava i suoi clienti,
mentre prosperose donne quasi nude dai calendari appesi alla parete
ammiccavano dolcemente facendo l'occhiolino. Ancor prima era richiestissimo
con la sua fisarmonica nel periodo di carnevale quando si ballava in
abitazioni private.
Non chiude un
salone da barba, chiude un periodo storico che va dai primi anni sessanta ai
giorni nostri.
Il barbiere era
pure cerusico, e nei ricordi del nostro ci sono i vintusati che
ancora alla fine degli anni cinquanta si facevano agli ammalati afflitti da
particolari patologie con l'utilizzo delle sanguisughe.
I bambini
avevano bisogno di un ulteriore cuscino sulla sedia per potersi fare
tagliare i capelli mentre i genitori li sgridavano per farli stare fermi, i
bambini sono diventati grandi e a loro volta hanno sgridato i loro figlioli.
Prendeva sul
faceto i temi politici del momento, amico come era un po di tutti, ma non
entrò mai in politica nemmeno per fare il consigliere nonostante avesse
avuto molte sollecitazioni, fino a quando lo scherzo finì, non avrebbe mai
pensato né voluto che il suo figliolo facesse il Sindaco, non avrebbe potuto
sopportare le allusioni, le battutine, le frecciatine quand'anche scherzose
nei confronti del nuovo Sindaco in carica.
Quante parole,
quante discussioni, quante barzellette, quante mazurche ora tutto tace, il
gran Cerimoniere lascia, si ritira a vita privata, si ritira per godere il
meritato riposo dopo più di mezzo secolo di duro lavoro svolto all' impiedi.