I monaci
ortodossi quando decisero nel 2000 di trasferirsi dal monte Athos al
monastero della SS. Annunziata di Mandanici erano oltremodo contenti che la
strada di accesso fosse in terra battuta e l'immobile monumento nazionale
fosse privo di illuminazione e di acqua, era questo il loro mondo ascetico,
era il luogo ideale dove lavorare e pregare lontano dai fragori della vita
contemporanea. I servizi di acqua e luce furono allacciati durante
l'esecuzione dei lavori di restauro, la strada rimase in terra battuta.
La visita del
Patriarca ecumenico Bartolomeo I nel marzo del 2001 aveva acceso speranze
nuove per Mandanici e con la Sua benedizione al Monastero appena restaurato
si erano create illusioni in quanti avevano sperato in una rinascita a tutto
campo.
Tanta, troppa
acqua è passata da allora sotto i ponti nonostante sia trascorso così poco
tempo. I monaci ortodossi purtroppo hanno deciso di lanciare la spugna di
resa poco e mal supportati dal Metropolita d'Italia Gennadios Zervos
deludendo così pure i molti laici che ci avevano creduto e che avevano
sponsorizzato animatamente il progetto. Alla luce del fallimentare affido
nel 2009 l'Amministrazione del Sindaco Armando Carpo di comune accordo con
la comunità ortodossa ha rescisso in anticipo, senza tanti indugi, la
convenzione trentennale di comodato d'uso gratuito a suo tempo stipulata.
La strada deve
essere sistemata convenientemente, ha pensato il Sindaco, per quanti
vogliano arrivare con le auto direttamente nel parcheggio antistante il
Monastero e a dispetto di come la pensassero i monaci ha predisposto
anzitempo un progetto esecutivo per la sua sistemazione.
E fu così che
prendendo al volo l'opportunità del bando di cui al DCPM del 25 maggio 2016
ha deciso di mettere in sicurezza la strada che dalla provinciale 25 conduce
al Monastero prima ed al torrente Dinarini poi dimostrando di essere più
propenso per la politica del fare a discapito di quella dell'apparire, per
la politica dal basso profilo mediatico a quella strombazzata ai quattro
venti.
Trattasi di
un'opera di riqualificazione infrastrutturale di primaria importanza in
considerazione dei possibili futuri prossimi utilizzi della struttura
monastica da parte di chi ha a cuore il risveglio culturale ed economico
della nostra comunità.
L'opera adesso
rientra tra quelle approvate dal Sindaco metropolitano Accorinti con decreto
n.125 del 21 aprile 2017 posizionandosi con 70 punti al 12 posto fra i 44
progetti finanziati. L'importo ammonta a complessivi euro 876.000,00.
Appena ultimata
sarebbe pure opportuno, insieme all'inaugurazione, dotarla di toponomastica
che a nostro avviso è già presente nell'aria che ivi si respira, senza
troppo scervellarsi, che ne dite di VIA DEI PADRI BASILIANI o molto più
semplicemente VIA DEL MONASTERO.