Ogni
venerdì che ci incontriamo mi saluta con ciao “cucinu comu stai”, sempre con
il sorriso sulle labbra, sempre con la massima cortesia, senza nessuna
invadenza molto spesso tipica dei vucumprà..
E' il
marocchino Labadi Abderrahman (che noi chiamiamo amichevolmente Mustafà per
semplificazione) di circa cinquant'anni, da più di vent'anni viene a
Mandanici, puntuale ogni venerdì con una Fiat Tempra, non di ultima
generazione, per vendere le sue cose, i suoi marchingegni che trasferisce su
di una bicicletta a tre ruote, dove in poco spazio riesce a ordinare e a
trovare di tutto.
Un panino
imbottito rappresenta il suo pranzo e la sua cena accompagnato dall'ottima
acqua di Mandanici, calata la notte va a dormire sull'auto, opportunamente
riadattata perché non si può permettere il lusso di fare ritorno a
Fiumefreddo di Sicilia suo paese di residenza sia per le spese di autostrada
che per quelle di carburante, tanto non ne vale la pena, il giorno dopo è
dedicato ai clienti della vicina Fiumedinisi. In estate la cosa non dispiace
ma in inverno quando il freddo graffia nemmeno le tante coperte sono
sufficienti.
Ha sei figli
dei quali tre sono in Sicilia insieme a lui mentre gli altri sono rimasti in
Marocco a Marrakech, quando può li va a trovare.
Ama discutere
in modo amichevole con i potenziali clienti e se vende poco non si lamenta
più di tanto perché si rende conto che la crisi economica non ci consente
nemmeno di potere acquistare i prodotti da lui venduti quand'anche si tratti
di cifre modeste. E' benvoluto da tutta la cittadinanza che lo ha accolto
con tanta simpatia e disponibilità.
L'anno scorso è
andato in Marocco per la morte del padre che a suo dire è deceduto alla
bella età di 130 anni lasciando un nugolo di figli, di nipoti e pronipoti.
Ai dubbi avanzati sull'età del padre è stato irremovibile gli anni sono 130
punto e basta.