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21 Settembre 2013

Ciao cucinu

Ingrandimento immagineOgni venerdì che ci incontriamo mi saluta con ciao “cucinu comu stai”, sempre con il sorriso sulle labbra, sempre con la massima cortesia, senza nessuna invadenza molto spesso tipica dei vucumprà..

E' il marocchino Labadi Abderrahman (che noi chiamiamo amichevolmente Mustafà per semplificazione) di circa cinquant'anni, da più di vent'anni viene a Mandanici, puntuale ogni venerdì con una Fiat Tempra, non di ultima generazione, per vendere le sue cose, i suoi marchingegni che trasferisce su di una bicicletta a tre ruote, dove in poco spazio riesce a ordinare e a trovare di tutto.

Un panino imbottito rappresenta il suo pranzo e la sua cena accompagnato dall'ottima acqua di Mandanici, calata la notte va a dormire sull'auto, opportunamente riadattata perché non si può permettere il lusso di fare ritorno a Fiumefreddo di Sicilia suo paese di residenza sia per le spese di autostrada che per quelle di carburante, tanto non ne vale la pena, il giorno dopo è dedicato ai clienti della vicina Fiumedinisi. In estate la cosa non dispiace ma in inverno quando il freddo graffia nemmeno le tante coperte sono sufficienti.

Ha sei figli dei quali tre sono in Sicilia insieme a lui mentre gli altri sono rimasti in Marocco a Marrakech, quando può li va a trovare.

Ama discutere in modo amichevole con i potenziali clienti e se vende poco non si lamenta più di tanto perché si rende conto che la crisi economica non ci consente nemmeno di potere acquistare i prodotti da lui venduti quand'anche si tratti di cifre modeste. E' benvoluto da tutta la cittadinanza che lo ha accolto con tanta simpatia e disponibilità.

L'anno scorso è andato in Marocco per la morte del padre che a suo dire è deceduto alla bella età di 130 anni lasciando un nugolo di figli, di nipoti e pronipoti. Ai dubbi avanzati sull'età del padre è stato irremovibile gli anni sono 130 punto e basta.