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19 Maggio 2012

IMU e poi basta

Sulla riunione che si è tenuta nell'aula consiliare del Comune giorno 18 maggio alla presenza degli Amministratori Mario Scigliano Vice Sindaco, Assessore al bilancio, il consigliere Sebastiano Ravidà e il pubblico è emerso un dato sul quale riteniamo non si possa fare tanta filosofia e con queste ultime riflessioni a voce alta non vogliamo più toccare l'argomento per l'avvenire.

Risulta infatti che il Comune nell'anno 2011 ha incassato la somma di € 35.000,00 proveniente quasi esclusivamente dall'Ici sulle seconde case.

Ora, ammesso e non concesso, che dalla imposizione della prima casa con l'aliquota del 4 per mille il Comune possa arrivare ad incassare € 5.000,00 il resto cioè € 30.000,00 dovrà per forza essere recuperato dalle seconde case.

La qual cosa non è molto semplice nemmeno applicando l'aliquota prevista del 7,6 per mille, figuriamoci se la si volesse ridurre al minimo cioè al 4,6 per mille.

Infatti: 35.000,00 X 4,6(aliquota minima) : 6 (aliquota applicata nel 2011) ci da: € 26.833,00.

Però allo Stato devono andare € 22.166,00 pari al 50% non del 4,6 per mille ma del 7,6 per mille come dalla seguente operazione (35.000,00x7,6 (aliquota base):6 (aliquota ici 2011) = 44.333,33 :2) € 22.166,66 quindi al Comune resterebbero solo € 4.667,00 che sommati ai presumibili € 5.000,00 della prima casa arriviamo ad € 9.667,00. Come si vede la coperta non è semplice da tirare.

Se invece si dovesse applicare l'aliquota del 7,6 per mille si recuperano per la quota comunale € 22.166,00 che sommati ai 5.000,00 euro incassati per la prima casa arriviamo a 27.166,00,non ai 35.000,00 ma ci siamo quasi.

C'è da fare pure la considerazione che né i terreni agricoli né le case rurali per uso strumentale dei Comuni di montagna non sono soggette all'Imu.

Resta comunque al Consiglio nella sua sovranità statutaria trovare la soluzione che meno incida sulle già vuote tasche della cittadinanza.

Fare demagogia, o semplice populismo è la cosa più facile, purtroppo in matematica 2+2 fa ancora 4.

E sembra che lo Stato sia intenzionato a non fermarsi qua. Si salvi chi può! come diceva un nostro vecchio concittadino.