Home

 

17 Settembre 2013

Aree metropolitane. Avvisaglie di guerriglia

Ingrandimento immagineLe rivolte e le guerre sono sempre da evitare, sono da condannare senza se e senza ma. Ma come si fa a restare passivi, inerti, come sia possibile evitarle se all'improvviso, a ciel sereno ti arriva un attacco micidiale dall'esterno, di quelli che proprio non te li aspetti, e se poi l'attacco proviene da fuoco amico, da droni invisibili, da chi aveva il compito istituzionale di difenderti, di tutelarti diventa più difficile parare i colpi. Se nel 2012 quando li abbiamo votati all'ARS ci avessero solo accennato di volere mettere in essere una scelta così balorda, priva di qualsivoglia fondamento giuridico, sociale ed economico, i LOR SIGNORI non sarebbero ora seduti su quei lauti scranni a litigare quasi sempre sul sesso degli angeli mentre i problemi irrisolti si accavallano di legislatura in legislatura. E non mi si venga a dire che le aree metropolitane sono la soluzione di tanto disfattismo, saranno invece per la Sicilia tutta, se dovessero riuscirci, la fossa con le macerie a coprirla per sempre. Non siamo così tanto retrogradi da non vedere il mondo globale come si è rimpicciolito, come sia necessario affrontare i problemi con una ottica diversa. Ma non è questa la soluzione. Se poi si tratta della necessità di dovere accaparrare finanziamenti europei si tocca un nervo scoperto ripensando a quanti milioni di euro europei non riusciamo a spendere.

Lo Statuto siciliano non prevede la costituzione delle aree metropolitane, lo Stato dopo averle istituite con l'art.23 del D.lgs 267/2000 ha pensato subito bene a fare marcia indietro con il d.lgs 95/2012 convertito nella legge 135/2012, noi siciliani, sempre i più scaltri e intelligenti, le prevediamo con la LR 7/2013 almeno in questo vogliamo essere i primi della classe considerato che in tutte le altre classifiche ci attacchiamo piacevolmente agli ultimi posti.

Se per un solo momento volessimo fare un paragone al di sopra delle righe l'accorpamento forzato potremmo paragonarlo all'Europa con l'Italia, con l'Italia diventata nana nel contesto europeo ed internazionale, con tanti “compiti scritti” da fare e con l'anno scolastico che non si chiude mai.

Fin qui lo sfogo arrabbiato e legittimo di un semplice cittadino adesso vediamo cosa è successo in Consiglio:

Il Consiglio comunale per discutere di questo delicato problema è stato convocato per oggi lunedì sedici settembre 2013 in seduta straordinaria dal suo Presidente Anna Misiti e su analoga richiesta del Sindaco Armando Carpo. L'atmosfera che si respira in aula è di quelle elettrizzanti, carica di patos, con la consapevolezza che non si vuole essere i don Chisciotte di turno contro i mulini a vento, ma che l'eventuale silenzio assenso sarebbe sicuramente maledetto anche nei secoli futuri ed anche il gran Conte Ruggero che ci “creò” nel 1100 (leggesi millecento) si rivolterebbe nella tomba.

Il Presidente del Consiglio ha manifestato tutto il suo dissenso leggendo gli articoli 5 e 118 della Costituzione italiana e successivamente ha dato lettura della mozione del giorno che fa parte integrante della delibera CC n.20 che il Sindaco ci ha inviato in copia e che di seguito viene riportata.

Il Sindaco Armando Carpo alla fine della lettura ha commentato quanto approvato dalla Giunta regionale esprimendo tutte le sue vive preoccupazioni, sottolineando che i paragoni con le città metropolitane di Londra o di Parigi non tengono conto della povertà e del disagio delle bidon ville che pure hanno una effettiva contiguità territoriale, mentre nel nostro caso difficoltà orografiche, strade borboniche accentuerebbero di molto le differenze tra città e periferia.

Deliberazione di C.C. n. 20 del 16.09.2013 - Mozione avente ad oggetto "Osservazioni sul disegno di legge relativo all'istituzione e all'ordinamento delle città metropolitane di Catania, Messina e Palermo" - Apri (formato PDF)