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17 Maggio 2012

Imu. Democrazia partecipata

Sentire quanto hanno da dire i cittadini sulle tasse non è certamente cosa facile tant'è che il legislatore non ha previsto referendum abrogativi o consultivi su tale delicata materia.

Nessuno di noi ha mai accettato fin dai secoli remoti l'imposizione dei balzelli fiscali,ognuno di noi invece ha sempre preteso giustamente l'erogazione di servizi efficienti da parte della pubblica amministrazione.

Se le somme riscosse attraverso l'imposizione fiscale vengono utilizzate male o peggio ancora sperperate è un altro paio di maniche,è in quella fase che il cittadino può e deve fare sentire la sua voce.

Il Sindaco di Mandanici Armando Carpo e il suo Vice Mario Scigliano, anche Assessore ai servizi finanziari, hanno ritenuto opportuno sentire quanto hanno da dire i loro concittadini sulla nuova imposta municipale chiamata con l'acronimo IMU, ed è per questo che hanno invitato la cittadinanza a partecipare alla riunione che si terrà giorno 18 maggio 2012 alle ore 11,00 nella sala consiliare.

La riunione si è resa necessaria pure alla luce della richiesta del Consigliere Sebastiano Ravidà di “applicare le soglie minime di legge” e nello stesso tempo, con la stessa richiesta, di impegnare la Giunta e il Sindaco a “condannare” il Governo Monti per avere introdotto l'Ici sulla prima casa.

Applicando le soglie minime, cioè il 2 per mille per la prima casa, non credo ci saranno contribuenti a Mandanici che dovranno pagare la relativa imposta stante il modico valore degli immobili. Mentre se si riduce al minimo possibile, al 4,6 per mille quella per la seconda casa, vorrebbe dire che le somme incassate dovranno essere quasi per intero trasferite allo Stato il quale pretende il 50% non del 4,6 per mille bensì dell'aliquota fissata nella misura del 7,6 per mille. Cioè alla Stato andrà comunque il 3,8 per mille a prescindere dalle decisioni che il Consiglio vorrà adottare mentre al Comune resteranno le briciole pari allo 0,8 per mille. Con questa operazione il Comune incasserebbe il 10% di quanto ha incassato con l'Ici per l'anno 2011.

Con le drastiche riduzioni dei trasferimenti regionali e statali ai Comuni, la coperta è veramente diventata troppo corta, per cui occorre muoversi con oculatezza, almeno che non si vogliano raccontare favole come si fa con i bambini.

Se non si vuole tassare la casa, come linea di principio, alle amministrazioni tutte ed a quella nostra non resterà altro che aumentare le tariffe di acqua e tarsu, o l'addizionale irpef, o l'addizionale sull'enel, in modo che modificando la qualità degli addendi il risultato finale non venga modificato.

L'altra possibilità sarebbe quella di ridurre all'osso i servizi essenziali che vanno dalla scuola alla fognatura, dalla manutenzione delle strade al servizio idrico integrato, dall'assistenza agli anziani alle feste estive, o dalla impossibilità di liberare risorse per gli investimenti, gli unici che di fatto producono nuova ricchezza.

Come si vede comunque ci si muova il campo è veramente minato, occorre muoversi con le pinze, bisogna prendere atto che la pacchia è finita con il federalismo fiscale e che quindi bisogna adattarsi di conseguenza. E' più semplice cavalcare il malcontento generalizzato, e per certi versi giustificato, della gente senza contemporaneamente fornire risposte concrete per il pareggio di bilancio.

s.e.o.