Siamo nel
luglio del 1861, eravamo tutti contenti e soddisfatti di essere diventati
italiani, non più sotto i Borbone, questa volta sotto i Savoia. Ma sempre
sotto, sempre di padroni si trattava.
Don Bastianu
Barbera, uno dei personaggi più in vista del paese, un omone di un metro e
ottanta, per novanta chili di peso decise di premiare il suo figliolo
Concetto che con brillantezza era riuscito a superare gli esami di
ammissione alla quarta classe elementare.
Concetto era un
ragazzino di appena undici anni, molto sveglio di mente ma gracile di
costituzione fisica, pesava appena una trentina di chili, fisicamente ne
aveva preso dalla mamma. Quel giorno di luglio, mentre le spighe doravano al
sole pronte per essere mietute, don Bastianu col suo fare burbero ma nello
stesso tempo affettuoso, come facevano i padri di allora, si rivolse al
ragazzino chiedendogli cosa avesse voluto in premio per i soddisfacenti
risultati ottenuti.
Concetto
costernato di fronte a tanta disponibilità paterna pensò un attimo e subito
rispose:papà vorrei vedere il mare da vicino. Il mare Concetto non lo aveva
mai visto da vicino, le uniche sensazioni erano quelle che provava
guardandolo dalla rotonda di contrada Cocuzzo. La richiesta imprevista diede
un po' di fastidio al padre ma facendo finta di niente decise di esaudire il
sogno del bambino senza perdere tempo e stabilì la visita al mare di
Roccalumera per il giorno seguente.
Concetto
durante la notte non dormì, se non a tratti, aveva sognato da sempre questo
momento, avrebbe finalmente potuto assaporare la bellezza di quella immensa
distesa di acqua proprio da vicino, a tu per tu. Sarebbe stato un giorno
indimenticabile per lui che era abituato da quando era nato e timpi ed alla
montagna. Durante la notte nemmeno la mamma di Concetto dormì, in fretta e
furia con l'aiuto della serva Peppa si mise a preparare dei manicaretti
speciali che solo lei sapeva fare così buoni. La mattina di buon'ora don
Bastianu ordinò al servo di casa Bastianazzu, aveva quasi lo stesso nome ma
non lo stesso cognome era figlio di ignoti, di bardare l'asina con u badduni
nuovo,quello della festa, e con la bettula pure nuova dove avrebbe messo le
cose buone da mangiare preparate nottetempo dalla santa e buona donna di sua
moglie.
Bastianazzu in
men che non si dica bardò l'asina e la mise a disposizione del suo padrone,
il quale soddisfatto gli fece degli elogi per la velocità con la quale aveva
provveduto ad eseguire l'ordine.
Don Bastianu,
che non era vecchio ma nemmeno tanto giovane da potere cavalcare da terra,
al primo pusaturi utile vicino Terranova montò sull'asina mentre il suo
figliolo lo seguì a piedi attaccato alla coda della stessa asina. Passarono
davanti alla chiesa della SS. Trinità dove entrambi levatasi la coppula si
segnarono come da consuetudine. Attraverso la breve strada comunale
percorribile arrivarono a contrada Cocuzzo e da lì per una discesa ripida
arrivarono nel torrente Dinarini che in quel mese era completamente
asciutto. Lungo il Dinarini seguirono il vecchio violo che stava quasi
attaccato alla montagna e che quasi ogni anno era soggetto a stravolgimenti.
Arrivarono a
Badia, il padre assorto nei suoi pensieri, Concetto felice per la grande
occasione che gli si presentava. In corrispondenza del Monastero
incontrarono l'Abate don Giuseppe Longo che mentre faceva la sua passeggiata
mattutina sgranava il santo rosario tra le mani. L'Abate salutò
affettuosamente la coppia ma non seppe trattenere le sue lamentele
mugugnandole tra se tanto forte che furono udite distintamente da don
Bastianu. L'Abate non sopportava che quell'omone del padre datato e ben
stagionato stesse a cavallo mentre il bambino così gracilino fosse obbligato
a fare la strada a piedi. Come sempre la santa chiesa cercava di tutelare i
più deboli. Percorsi una ventina di metri don Bastiano rifletté su quanto
aveva sentito e si convinse che in fin dei conti il santo monaco aveva
ragione. Trovato un punto per smontare facilmente scese da cavallo e fece
salire Concetto.
Tutto sembrava
andare per il verso giusto fino a quando giunti alle prime case di Pagliara
incontrarono delle persone intente ai lavori dei campi che vedendo la
piccola comitiva mannaniciota si misero a ridere a crepapelle, perché a loro
dire era da stupidi che il padre camminasse a piedi con quella bella asina
robusta che avevano a disposizione. Essendo stati i rapporti con i
pagghiarini quasi sempre buoni, don Bastianu per farli contenti al primo
punto utile salì in groppa all'asina insieme al suo figliolo facendo
contenti i contadini di Pagliara non certo l'asina.
La meta era
quasi vicina, sarebbero arrivati ben presto a Roccalumera a vedere il mare.
Non avevano
messo in conto l'abitato di Rocchenere, passarono davanti a dei contadini
intenti a testa bassa nella lavorazione della cipuddina lungo i rinazzi del
torrente Pagliara. I roccarinoti ebbero il tempo di alzare la testa dal
lavoro quando videro passare l'asina con i due mannanicioti beati in groppa.
Non seppero trattenere il loro disappunto che trasferirono con rabbia nei
confronti di don Bastianu, non era giusto che la povera asina doveva
sopportare il peso di due persone, in fin dei conti gli animali vanno
rispettati, non devono essere sfruttati. In effetti l'animo nobile e
sensibile di don Bastianu fu toccato sul vivo, i roccarinoti avevano ragione
da vendere, di comune accordo decisero di scendere e di percorrere l'ultimo
chilometro a piedi.
Dopo tutto
questo saliscendi dalla groppa dell'asina finalmente arrivarono nella città
di Roccalumera, erano prossimi alla spiaggia, il mare era lì a due passi,
quando alcuni pescatori intenti a rammendare vecchie reti a strascico
vedendo i due a piedi che tenevano l'asino per la cavezza scoppiarono in una
risata come matti, quegli scemi mannanicioti erano arrivati a Roccalumera a
piedi portando a passeggio l'asino.
Don Bastianu
fece finta di niente, mentre la voglia di menarli era tanta, era così
afflitto, così amareggiato per i tanti rimproveri collezionati lungo i pochi
chilometri di percorso. Fece vedere il mare al bambino come promesso, ma
subito senza nemmeno assaggiare quanto preparato dalla moglie, fece marcia
indietro verso Mandanici. Tra se e se pensò, ma a voce alta, nuddu si fici i
cazzi soi.
Concettino che
voleva restare ancora ad ammirare il mare sentendo lo sfogo del padre gli
fece un sorriso di accondiscendenza e lo abbracciò.