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16 agosto
2011
Mandanici. La lingua
batte dove il dente duole
Ripetere
le stesse cose può stancare ma qualche volta repetita iuvant.
Ancora non siamo in grado di
metabolizzare l'indecenza che si sta perpetrando a danno dei piccoli Comuni
italiani con lo scopo di fare cassa. Non so quante poltrone o poltroncine si
ridurranno con questa operazione scellerata, ma sicuramente se ne sarebbero
ridotte molte di più senza nulla sopprimere. Bastava semplicemente dimezzare
in tutti i Comuni, a prescindere dalla loro “potenzialita” demografica, il
numero di Assessori e il numero di Consiglieri. Lo stesso dicasi per le
Amministrazioni provinciali e regionali.
Scaricare le inefficienze sugli
ultimi, sugli indifesi, sui senza voce, sui senza voto è semplicemente una
operazione inqualificabile.
Mandanici paese di antiche origini,
dalle cui scaturiggini si sono arricchiti anche i paesi marinari non può, non
deve essere chiuso.
Mandanici diede i natali a tanti
uomini illustri nei tempi passati tra gli altri ricordiamo: Domenico Belli
nel diciottesimo secolo fu il primo al mondo che scrisse di medicina dello
sport, Giovan Michele Gallo valoroso medico,fisico e chirurgo, Giovanni
Tracuzzi che insieme a Michele Schiavo,il Testa e il Di Giovanni
rappresentavano la ”lucerna collocata sopra il moggio che splendea e guidava
la gioventù negli studi” a Palermo e ancora Francesco Maria de Miceli nato a
Mandanici nel 1676 divenne Vescovo di Lipari e infine il
grande, l'incommensurabile Emilio Argiroffi poeta di una grazia
sopraffina, scrittore, pittore, Sindaco di Taurianova, Senatore della
repubblica Italiana.
Non si vive certamente di ricordi e
sui ricordi o sul passato quand'anche importante vissuto da Mandanici
attorno al suo Monastero Basiliano ma non è giusto nemmeno cancellare il
tutto con un colpo di spugna al solo fine di fare cassa.
Chi vive in Città non ha la
percezione di cosa possa rappresentare la presenza di un Comune per così
pochi abitanti, forse ci possono capire i paesini alla periferia di
Messina,per esempio, abbandonati nel degrado più assoluto. |