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L’unione fa la forza….. 

Nelle stanze dei palazzi municipali si sente dire che  diciotto Comuni della zona ionica si sono tra loro giuridicamente e politicamente uniti per meglio affrontare i problemi del territorio amministrato.

Le popolazioni interessate, ancorché direttamente non coinvolte, poco o nulla hanno saputo di questo nuovo carrozzone politico che nasceva male perché stipulato tra Comuni disomogenei per vocazione territoriale, disuguali nella loro componente demografica e nelle loro capacità reddituale.

Non si capisce quali possano essere le somiglianze tra un Comune di montagna e uno di marina, mentre sono evidenti e stridenti le differenziazioni esistenti che fanno marciare l’unione con il freno tirato.

Per fare un esempio banale: nessun Comune di montagna ha istituito parcheggi a pagamento sul proprio territorio quelli marinari, senza confrontarsi con gli altri, indistintamente tutti. Cosi che se un residente di Limina scende a Santa Teresa pagherà il suo bel parcheggio per l’auto mentre il residente di Santa Teresa usufruisce di Pass gratuiti. Altro che unione di comuni!

L’unione dei Comuni per molti doveva rappresentare il trampolino di lancio per migliori affermazioni politiche personali. Per altri la possibilità di deviare le poche risorse disponibili a favore delle comunità che rappresentano. Altri ancora credevano di trovare la sistemazione per gli amici o per gli amici degli amici.

Pochi, pochissimi avevano l’intenzione di rinunciare a privilegi, tanto duramente conquistati, a favore di altri.

Pochi, pochissimi quelli capaci di ammutolire le campane dei propri campanili per farci sentire le campane a festa di un solo grande, immenso campanile.

A questi pochi, a questi pochissimi l’invito ad imitare Nicola Conti, già Sindaco del Comune di Mandanici e Presidente della lega dei Comuni  che nel 1921 così scriveva al Governo nazionale: “Se il Governo ci darà noi daremo. Se gli uomini rappresentativi ci aiuteranno noi li aiuteremo. Se le nostre parole saranno ascoltate noi ascolteremo, se ci cestineranno noi cestineremo qualunque carta che parlerà di dare senza ricevere”. Non più succubi degli apparentamenti clientelari nei confronti dei politici e delle istituzioni che si avvicendano potremo essere veramente soggetto politico e non oggetto a disposizione, alla mercé di chi ci vuole divisi per comandarci (divide et impera).

Ci auguriamo, mutuando Celentano, che i nostri rappresentanti siano tutti Rock come le nostre belle contrade.