L’olio
di Mandanici sul podio dei vincitori. La terza “Rassegna degli
Oli della Valle dell’Alcantara e della provincia di Messina” si
è chiusa con la premiazione delle migliori produzioni di Dop
Valdemone dell`annata 2009-2010. Ad aggiudicarsi il primo premio
l’azienda “I Sapori di San Leo” di Romeo- Ferraro, mentre il
secondo e terzo premio è andato a due imprese agricole di
Francavilla di Sicilia. Trenta le ditte che hanno partecipato al
concorso, ma solo sei quelle ammesse alla selezione finale. Tra
queste anche un’altra azienda di Mandanici, quella di Antonino
Romeo. “E’ un ottimo risultato -commenta soddisfatto Armando
Carpo, sindaco di Mandanici- soprattutto se si considera tra
quali e quante difficoltà queste imprese operano ogni giorno.
Tranne rarissime eccezioni, i giovani non sono più interessati
ad un’attività dura e faticosa come quella della produzione di
olio. Inoltre, paghiamo lo scotto di politiche comunitarie poco
attente, che con i contributi a pioggia da un lato e con
normative poco attente alla qualità dei prodotti dall’altro,
penalizzano pesantemente gli imprenditori del settore”. Fino a
pochi decenni fa l’olio di Mandanici, piccolo centro collinare
del versante jonico messinese, era famoso nella Sicilia
Orientale per l’alto livello dei propri prodotti e si era
conquistato un proprio spazio tra le produzioni di alto livello.
Questo anche grazie al particolare clima locale ed alla
tipologia delle piante, perché era, e lo è ancora oggi,
possibile coltivarle senza utilizzare antiparassitari. Nelle
annate migliori si arrivava ad una produzione complessiva media
di 12 mila quintali, ma negli ultimi anni la produzione è scesa
a 2.500. In questi ultimi anni il settore olivicolo ha subito un
consistente massacro che ha costretto molti olivicoltori ad
abbandonare definitivamente i secolari uliveti che per molti
decenni hanno rappresentato per Mandanici la principale fonte
economica. Dei tanti frantoi attivi a Mandanici l’unico rimasto,
totalmente rinnovato secondo le nuove esigenze di produzione, è
quello della ditta Lenzo. Quando l’olivicoltura era la fonte
principale di reddito della zona, oltre 300 tra braccianti e
addetti ai frantoi lavoravano per sette mesi l’anno.
Attualmente, nonostante le gravi
difficoltà, c’è ancora chi non
è intenzionato ad arrendersi e, andando in controtendenza, si è
dedicato con passione e professionalità al recupero di una
risorsa che potrebbe riversi determinate per lo sviluppo
economico della comunità. “Tra
i pionieri di questa nuova sfida ci sono i fratelli Romeo di
Badia -aggiunge ancora il sindaco Carpo- che insieme ad altri
produttori si stanno organizzando per dare un nuovo impulso a
questa attività. La coltivazione biologica è spinta al massimo e
la raccolta è effettuata mediante brucatura a mano nel momento
giusto di inolizione per esaltare le qualità organolettiche ed
il contenuto di antiossidanti. Le olive sono poi collocate in
cassette forate ed immediatamente trasferite nel frantoio
gestito da Antonino Lenzo, dove si utilizzano tecnologie
all’avanguardia, per essere lavorate ad una temperatura ottimale
che va dai 27 ai 29 gradi. Certamente i costi di produzione
lievitano -conclude Carpo- ma è questa la strada da percorrere
per far recuperare all’olio di Mandanici il proprio ruolo da
protagonista”.
Fonte
Siciliainformazioni.com