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Monastero SS.
Annunziata di Mandanici
Il monastero
della SS.Annunziata di Mandanici è stato in questi ultimi
tempi oggetto di animata discussione all’interno delle forze
politiche che in atto amministrano Mandanici. Ad una prima
fase interlocutoria, in seguito alla venuta di
S.E.Ghennadios, nella quale sembrava che tutto si risolvesse
con la concessione agli ortodossi di una sola parte
dell’immobile, è seguita una seconda fase nella quale la
linea dura è prevalsa per cui sembra che i monaci ortodossi
dovranno lasciare definitivamente il monastero. Abbiamo
ricevuto dei velati rimproveri perché ancora questo sito
manda le immagini del Patriarca di Costantinopoli e di Padre
Nilo. Non dipende da noi,ci limitiamo a registrare i fatti a
prescindere di quelle che sono le nostre opinioni personali.
Non condividiamo comunque lo sfogo della lettera che segue
nella quale si accusa l’amministrazione di avere riposto nel
monastero speranze di rinascita civile,economica e culturale
per la nostra zona escludendo quelli che potevano essere i
caratteri religiosi. Non crediamo sia compito
dell’amministrazione la cura delle anime. A Cesare quello
che è di Cesare….
Per completezza
d’informazione pubblichiamo quanto ricevuto.
e-mail del
11/10/09
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Gentilissimi del sito, oggi ho saputo dell'ordine di
sgombero del monastero... Mi domando perché mettiate ancora
in bella mostra le immagini scorrevoli degli ortodossi a
Mandanici... L'impressione che se ne ricava, a prescindere
dagli errori da parte ortodossa, è che questi monaci siano
stati "utilizzati" per scopi tutt'altro che consoni alla
loro funzione... Non è sicuramente il caso del sito, il cui
staff mi sembra abbia sempre sostenuto le loro ragioni. Ma
fino a quando e a che pro? E' una triste storia... che certo
non dà lustro a nessuno. Saluti Giuseppe Iannello
e-mail del
05/10/09
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Gentilissimi del
sito "Mandanici", vi invio la seguente lettera aperta che
sto per spedire al sindaco e all'amministrazione tutta. I
più cordiali saluti Giuseppe Iannello "Russianecho" :
LETTERA APERTA - Gentilissimo Sindaco, Giunta, Consiglio
comunale e Amministrazione tutta di Mandanici, la scorsa
settimana mi sono recato nel Monastero della SS. Annunziata
di Badia. Ho avuto modo di incontrarmi e discorrere a lungo
con padre Arsenio e padre Alessio che mi hanno fatto
visitare tutta la struttura che non vedevo da tempo.
Come redattore
del sito di cultura russa “Russianecho” e personale
stimatore del patrimonio della tradizione e della
spiritualità ortodossa, mi ero già rivolto a voi nel gennaio
di quest'anno chiedendovi di pazientare prima di prendere
decisioni definitive di “sfratto”, di dare ancora una chance
al clero ortodosso greco di riorganizzarsi. E da parte
vostra mi sembra che nei mesi successivi ci furono dei segni
e dei gesti di buona volontà volti in questa direzione.
I colloqui dei
giorni scorsi avuti con i due sacerdoti ortodossi
sopraccitati mi hanno convinto dello sforzo fatto da
quest'ultimi per “riparare” ad una situazione veramente
critica che si era venuta a creare. Da maggio è stato fatto
tutto il possibile per assicurare una presenza costante al
monastero. Per questo non capisco la vostra intenzione di
portare avanti la procedura di rottura del contratto. Il
monastero per quello che compete ai monaci è stato curato,
ovviamente nei limiti e nei mezzi a loro disposizione. La
struttura presenta dei problemi seri di umidità ed
infiltrazioni, ma questo è dovuto ad errori seri di
progettazione ed esecuzione dei lavori originari (mancano
completamente ad esempio i canali scolo dell'acqua piovana,
pluviali...).
Ma quello su cui
più voglio soffermarmi in questa mia è un equivoco di
fondo che avevo notato fin da quando avevo iniziato ad
interessarmi al monastero. Il ritorno in chiave economica
e turistica della presenza dei religiosi non può essere
compito dei monaci, di qualunque confessione essi siano.
I monaci son monaci e il monastero deve rispondere alle
logiche del monastero. Chi ha pensato di fare del monastero
un'attrazione turistica ha sbagliato e sbaglia!
Le
ricadute economiche possono essere indirette, ma sono
compito degli amministratori del territorio che comunque
devono tenere in debito conto le esigenze dei monaci.
Molti sono i piani e le iniziative su cui si può
collaborare, ma nel rispetto dell'identità religiosa del
plesso. Io stesso ho avuto modo di discutere con i monaci su
possibili idee di vitalizzazione e di “sfruttamento” dei
locali in maniera consona alla loro natura.
Molto ora
dipende da voi, nel continuare a dialogare con questi monaci
e a sostenerli nella gestione della struttura. Molto potete
fare!
Rompere da parte
vostra il contratto sarebbe oggi molto meno comprensibile di
sei mesi fa. E annullerebbe con un colpo di spugna la
“storia” di questi ultimi dieci anni di un luogo che era
stato riscoperto e chiamato alla rinascita. In primis
spirituale.
con i più
cordiali saluti Giuseppe Iannello Redattore del sito
“Russianecho”
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