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11 Settembre 2013 MARIA CRISTINA DI SAVOIA, “LA REGINELLA SANTA”.
È forse questo il motivo per cui abbiamo dovuto aspettare il 2013 per conoscere la straordinaria figura di una giovane donna, santa, politicamente corretta, regina e moglie di re Ferdinando II. Già questo basta e avanza per polemizzare con la cosiddetta cultura ufficiale che è stata, e, purtroppo, è ancora diffusa dai vari sistemi politici degli ultimi centocinquant’anni. Ma chi era Maria Cristina di Savoia? A questa domanda potrebbe rispondere un ottimo libro che ho finito di leggere proprio alla vigilia della mia partenza per Milano. Si tratta di “Maria Cristina di Savoia. Figlia del Regno di Sardegna, regina delle Due Sicilie”, scritto a quattro mani da Mario Fadda e Ilaria Muggianu Scano, Arkadia editore (Cagliari, 2012, pp. 258, e.17). Il libro è ricco di documenti, di informazioni e di testimonianze che arrivano a raccontare anche i particolari. Numerosi sono i carteggi, epistolari, letti e citati dai due autori che con osservazioni acute e ben dettagliate, e forse con una eccessiva scrupolosità, li presentano ai lettori. “Ogni fonte gode per noi - scrivono gli autori - di un’autorevolezza da non ignorare, tanto più che per andare dentro la storia occorre conoscerne ogni aspetto”.
Nella prima parte del libro i due autori descrivono la vita trascorsa dalla
giovane Maria Cristina in Sardegna, a Cagliari (per tre anni), dove è nata
il 14 novembre 1812, figlia del re di Sardegna Vittorio Emanuele I
(1759-1824), strenuo oppositore della Rivoluzione francese e del
liberalismo, e dell'arciduchessa d'Austria Maria Teresa d'Asburgo-Este
(1773- 1832), che condivideva le idee contro-rivoluzionarie del marito ed è
passata alla storia del regno di Sardegna come una delle regine più
risolute. Maria Cristina ha dovuto faticare molto per accettare l’offerta di matrimonio dei vari re del tempo, ben otto pretendenti, un primato mondiale, il suo intento era di farsi monaca. Carlo Alberto e il suo padre spirituale, padre Terzi, hanno faticato molto per distoglierla da quel proposito. “Suora o moglie?”, era un quesito, che perseguitò per qualche tempo la nostra Maria Cristina, conosciuta come un mito nelle varie corti europee. Sua mamma addirittura per qualche tempo vietò che circolassero le sue immagini, ma la fama della principessa era esplosa durante le celebrazioni dell’Anno Santo a Roma. “Cosa c’era di così speciale nell’aspetto fisico della principessa?”, si chiedono Fadda e Muggianu Scano. Innanzitutto l’altezza, sul metro e settanta centimetri, all’epoca decisamente fuori dalla norma per una donna”. Il 21 novembre 1832 Maria Cristina si sposa con Ferdinando II re delle Due Sicilie, è il sì dell’obbedienza, che viene raccontato nei minimi particolari dagli autori del testo, nel VII capitolo, I primi giorni di Napoli. Sia la data che il luogo scelto avevano un significato particolare per Maria Cristina, “il 21 novembre ricorre la presentazione di Maria Santissima al Tempio; questa disposizione intendeva essere una chiara invocazione di protezione rivolta alla Madonna da parte della fidanzata reale”. La chiesa era ubicata in Voltri, in una vallata raccolta e silenziosa, lontana dalla rumorosa città di Genova. A questo punto è interessante raccontare la vita di regina della giovane Maria Cristina di Savoia, “si disse ben presto che quel matrimonio, voluto per ragioni politiche, - scrivono i due autori del libro - non fosse felice, per gravi dissidi che Maria Cristina avrebbe avuto con i familiari del marito e per le profonde divergenze di carattere e di educazione che la dividevano dal meno sofisticato Ferdinando”. Ma per Fadda e Muggianu Scano sono,“voci che, tuttavia, non trovano conferma nella corrispondenza della sovrana che si fece subito benvolere per i suoi frequenti atti di carità e generosità verso i poveri, per il suo stile di vita semplice e casto, per l’esemplarità della condotta religiosa. La sua esistenza quotidiana era divisa tra i momenti di preghiera e l’impegno sociale: il popolo napoletano nutrì per lei grande affetto e, ancora in vita, la chiamò ‘la reginella santa’”. Bisogna avere un po’ di onestà storica, per capire che queste dicerie “divennero aneddoti in epoca post-risorgimentale, quando, anche tra gli studiosi, era quasi d’obbligo ridicolizzare la detronizzata dinastia borbonica, per proteggere l’Unità d’Italia, ma anche per rendere omaggio ai trionfanti Savoia”. Il libro di Fadda e Muggianu Scano riesce a fare giustizia della straordinaria figura della regina e santa Maria Cristina. Infatti, è proprio “negli anni napoletani che si gusta l’esplodere della sapienza combinatoria di Maria Cristina; sbocciano in lei le tante donne che è diventata: al chiuso poetessa e mistica, all’aperto regina sagace imprenditrice, catalizzatrice di tante istanze sociali”. Certo Ferdinando II era molto diverso dalla sua sposa, chiassoso, si conteneva a fatica, a volte era anche un po’ volgare, ma mai è esploso in maltrattamenti o atti scorretti. Maria Cristina vive tutto con pazienza e serenità, anzi scrivendo al cognato Francesco d’Austria d’Este, afferma: “non credevo mai che si potesse essere così felici: l’unica pena che ho e che mi opprime è quella di essere regina”. Mi fermo continuerò alla prossima puntata. S. Teresa di Riva ME, 28 agosto 2013 S. Agostino Dottore DOMENICO BONVEGNA - domenicobonvegna@alice.it |
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