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11 Marzo
2021
Mandanici 15 agosto 1943 arrivano gli alleati
Il 15
agosto del 1943 arrivarono gli alleati a Mandanici mentre l'esercito
italiano si dissolveva in mille rivoli.
A Mandanici sin dal 10
agosto 1943 proveniente da Catania arrivò un autoreparto d'armata di
formazione dipendente dal C.A.M. (centro avviamento materiali) n.2
dell'Intendenza forze armate Sicilia al comando del Capitano Andrea Gemma di
Catania, classe 1902.
Giunto a Mandanici il
Capitano Gemma si ammalò con febbre alta dovuta ad una prostatite
blenorragica, il tutto certificato dal medico condotto di Mandanici, in
mancanza di un medico militare aggregato al reparto.
Non potendosi recare al
più vicino ospedale militare a causa della febbre alta e dei pericoli
incombenti il Capitano rimase ospite di una famiglia di Mandanici.
Il suo reparto al comando
del Ten. Col. Osti partì per raggiungere Larderia, borgo di Messina. Il
reparto partì da Mandanici ma forse anch'esso avendo avuto paura degli
avvenimenti bellici che precipitavano a ritmo serrato si è fermato al serro
di Badia evitando così quanto succedeva sulla costa con i tedeschi in
ritirata e con gli assordanti colpi di cannone degli alleati che rompevano
il lugubre silenzio della vallata. Qualche colpo di cannone degli alleati
sparato dalle navi arrivò pure nelle campagne della Mellia, più in basso di
dove si trova il ripetitore della Rai, ne sa qualcosa la famiglia Triolo che
ivi cercava riparo.
La guerra ormai aveva
preso il verso della sconfitta ragion per cui non vi era motivo di fare gli
eroi e farsi ammazzare proprio agli sgoccioli.
Pur non essendo
totalmente guarito il Capitano Gemma partì da Mandanici indossando abiti
civili e raggiunse la sua famiglia a Militello nel mese di settembre.
Si ricordò solo il 25
aprile de 1945 a fare rapporto di quanto gli era successo e per questi
motivi fu condannato con 10 gg. di A.R.
Che 31 soldati di
quell'autoreparto, o di altra guarnigione, siano rimasti a Mandanici, almeno
fino al 15 di agosto del 1943, quando si dispersero per le campagne o in
case di famiglie che li ospitarono, risulta pure da un elenco che padre
Stella, parroco di Mandanici, invio al Vaticano affinché ne fossero avvisate
le famiglie.
Questi i loro nomi e
cognomi dai quali non risulta né il capitano Gemma né il Tenente Col. Osti
il che lascia presupporre che si tratti di un reparto diverso da quello del
Capitano Gemma;
Cap.
Gangitano di Canicattì: Caporal maggiore Farinazzo Domenico; Autiere
Lombardo Duilio di Salerno; Autiere Zuccarello Nicola di Montaquila;
Sergente maggiore Ciofini Luigi di Firenze; Caporale Casini Federico di
Tegoleto; Autiere Carlantuono Antonio di Monte Calvi Irpino; Autiere
Tartarone Giulio di di Giugliano; Autiere Gorga Luigi di Capaccio; Autiere
Iervolino Raffaele di Torre Annunziata; Autiere Rosso Luciano di Torino;
Autiere Munno Marcantonio di Casalba; Serg. Magg. Tata Salvatore di Napoli;
Autiere Braga Luigi di Grignano (Rovigo); Autiere Barbieri Michelangelo di
Valle Ponticella (Avellino); Autiere Bartezzaghi Ettore di Olgiate Olona
(Varese); Serg. Catapano Antonio di Benevento; Autiere Marchesini Giuseppe
di Verona; Autiere Mambelli Fiorenzo di Ravenna; Caporal Magg. Chiocca Aldo
di Carrara (Apuania); Caporal Magg. Cresci Alcide di Licciana (Apuania);
Autiere Scarfò Francesco di Gioia Tauro; Caporal Magg. Maccherini Arturo di
Grosseto; Autiere Vettori Luigi di Firenze; Caporal Magg. Pianizzola
Giovanni di Cafasse (Torino); Sergente Riolo Antonio di Palermo; Caporale
Frigerio Luigi di Osigo di Valbrona (Como); Autiere La Barbera Nicola di
Monreale; Autiere Guastafierro Francesco di Alcamo. |