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11 agosto 2010

Mandanici. Un bel tuffo nel passato

Le fotoSe ci fosse stato qualcuno curioso di sapere come vestivano e cosa mangiavano i nostri antenati nel medioevo (476/1492) quel qualcuno avrebbe avuto la possibilità di soddisfare le proprie curiosità partecipando alla manifestazione socio-storico- culturale tenutasi a Badia di Mandanici. Ricerche attente hanno permesso agli organizzatori di recuperare vesti e alimenti del periodo medievale facendo molta attenzione a non utilizzare tutti quei prodotti pervenuti in Europa dopo la scoperta dell'America, prodotti che hanno trasformato radicalmente il nostro gusto e il nostro modo di mangiare. La nostra cucina d'ispirazione contadina era principalmente legata all'utilizzo dei prodotti della terra sia di quelli coltivati come le verdure o gli ortaggi sia delle erbe spontanee commestibili come il finocchietto selvatico,coste amare, farazzituli etcc. Importanti erano altresì i prodotti legati alla pastorizia come il latte, la ricotta, la tuma il formaggio. I monaci nel loro menù del 5 ottobre del 1866, invece, si sono dovuti accontentare, si fa per dire, di pesce,uova, carne di porco e salame prodotto dallo stesso monastero.

Già i greci ci insegnarono a produrre vino e olio nonchè il farro con il quale si producevano pane e pasta. Archestrato di Gela nel quarto secolo a.C., dopo aver visitato tutte le terre conosciute era convinto di aver trovato il buon gusto del mangiare solo in Sicilia. La manifestazione voluta dall'Amministrazione comunale di Armando Carpo ha ottenuto un lusinghiero successo e ha raggiunto gli obiettivi promozionali prefissatesi vista la partecipazione del numeroso pubblico presente nell'antico borgo di Badia. Pubblico che ha saputo apprezzare i deliziosi prodotti alimentari offerti dall'Amministrazione attenendosi alle regole impartite da mons. Giovanni della Casa “dee adunque l'uomo costumato guardarsi di non ugnersi le dita si che la tovagliuola ne rimanga imbrattata, perciò che ella è stomachevole a vedere”. Tra il pubblico non è passata inosservata la presenza dell'on.le Cateno De Luca e del consigliere provinciale Arch. Giuseppe Lombardo. Vestiti pure loro con vesti medievali hanno voluto dimostrare con la loro presenza l'affettuoso rapporto che li lega al Sindaco Armando Carpo, rapporto che va oltre il colore politico che li accomuna.

L'evento è stato ambientato attorno al complesso monastico, monumento nazionale, della SS. Annunziata di Mandanici fatto erigere dal Gran Conte Ruggero nel 1100, in pieno medioevo, subito dopo aver scacciato i saraceni dal “munitissimo villaggio di Mandanici” come ci ricorda l'Abate Rocco Pirri. Dame, donzelle, cavalieri, contadini, serve, l'Abate basiliano si sono esibiti nei loro splendidi vestiti d'epoca realizzati da bravissime sarte locali che hanno utilizzato pregiati tessuti di damasco.

A fare da contorno lo spettacolo del fuoco, giocolieri, cantastorie, gli sbandieratori di Motta S.Anastasia e l'esposizione di un vasto assortimento di armi medievali messo a disposizione da Gaetano Ori Saitta uno dei collezionisti privati più importanti in Italia. Una giornata dell'antico passato è stata rivissuta nel nostro territorio che fin dai tempi antichi ha rappresentato punto di riferimento per tutta la vallata del Dinarini. Il tutto grazie all'impegno profuso da tutti gli amministratori e dall'assessore al turismo Giovanni Pirri in particolare. Pagine ingiallite delle nostre radici legate in modo indissolubile al Monastero sono state portate alla luce grazie alle attente ricerche effettuate da studiosi locali sulla storia di Mandanici fin dalle sue più lontane origini.

Nonostante il medioevo rappresenti nell'immaginario collettivo un “periodo buio” rappresenta pur sempre una importante pietra miliare che ci ha condotto per mano fino al nostro presente. Mandanici possiede questi valori culturali e li intende rispolverare e rivalutare trasformandoli in risorsa e volano di ogni attività economica. Tanti altri paesi hanno poco o niente e nonostante tutto riescono con maestria a vendere fumo, Mandanici invece forte del glorioso passato ha tutti i numeri per costruire il suo futuro anche sul turismo e sulle attività ad esso collegate.

Una bella serata apprezzata da tutti per cui si potrebbe pensare di “istituzionalizzarla” o come suggerito da qualcuno renderla itinerante nei paesi della zona ionica. 

L'ordine pubblico è stato svolto con la consueta attenzione e solerzia dal Comandante della locale stazione dei Carabinieri Rosario Carrolo e dal responsabile della polizia municipale del Comune di Mandanici Giuseppe Saitta.

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