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10 Settembre 2012

Mente archetipi e territorio 2012

Le fotoCi arrendiamo prima di incominciare, sarebbe assurdo, anzi supponente cercare di entrare, anche se in punta di piedi, nel merito degli argomenti che in questa tre giorni mandanicese sono stati trattati da illustri menti pensanti che qui in blocco si sono dati convegno e ci hanno dato la possibilità di ossigenare la nostra mente, ricordandoci che fatti non fummo “a vivere come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Alla semplice lettura dei soli nomi intervenuti al convegno viene la pelle d'oca, Mandanici dal canto suo si è spesa tutta nell'offrire contenitori culturali di un certo spessore come il museo etnoantropologico ed il monastero della SS. Annunziata nonché la garbatezza di molti e la possibilità di fare degustare ai convegnisti piatti di una cucina sana dal sapore antico e contadino.

La felicità esiste o no, è raggiungibile o no oppure è una mera utopia e come tale è come l'orizzonte, si ha la sensazione di toccarlo con mano, ma più ti avvicini, più si allontana ma giustamente come dice il poeta uruguaiano Eduardo Galeano siamo costretti a pedalare, a camminare se vogliamo sperare di afferrarla, altrimenti siamo finiti.

Qualcuno scherzando, o forse no, ha detto che la felicità è stata la possibilità di poter gustare quell'ottimo piatto di fagiuoli.

Il museo etnoantropologico del SS. Salvatore era pieno fino all'inverosimile, tanto che in molti sono stati costretti ad ascoltare gli interventi dallo spiazzo antistante.

Molti dei convegnisti sono rimasti in paese sistemati in case di privati cittadini che hanno dato la loro disponibilità, altri presso l'agriturismo Villa Veronica, altri ancora nelle stanzette dei monaci del Monastero della SS. Annunziata.

Un clima ideale ha fatto da cornice all'intera manifestazione organizzata dal dott. Giuseppe Mento del Policlinico universitario di Messina, nume tutelare di Mandanici, con il Patrocinio dell'Amministrazione comunale del Sindaco Armando Carpo che con garbo e sicurezza ha aperto venerdì sei settembre i lavori.

La notizia di quanto è avvenuto così come formata ci è sembrata scarna, priva degli elementi che hanno contraddistinto l'incontro culturale per cui al fine di fornire ulteriori contributi ci siamo rivolti al nostro amico Giuseppe Arguto che ha seguito come un assetato tutti gli interventi e a seguito della nostra richiesta non si è tirato indietro facendoci pervenire le sue riflessioni.

MANDANICI 2012

Alla ricerca della felicità

Appena lessi il programma dell’evento sulla pagina web dedicata, resomi conto della valenza eccezionale dei temi da trattare e le illustri personalità del panorama culturale italiano (ed europeo) che avrebbero offerto il loro straordinario contributo nell'affrontare il tema “La felicità, Indagine metafisica sull’esistenza”, non ho avuto alcun dubbio sulla mia partecipazione a questo evento. Il 7 settembre u.s. alle ore 18:00 ero seduto nella ex-chiesa del SS. Salvatore a Mandanici, per presenziare all’inaugurazione del convegno/seminario secondo le indicazioni del programma. Per tre giorni ho partecipato ad una “full immersion” dal carattere filosofico-scientifico.

Ognuno di noi conosce i suoi buoni motivi per decidere se partecipare o non partecipare a un evento come quello in argomento. La percezione del “sapere”, come patrimonio umano, si differenzia per ciascuno di noi, sulla base delle diverse esigenze personali. Premesso questo, credo, tuttavia, che per la cittadinanza di Mandanici, sussistano validi e nobili ragioni per cui si sarebbe potuta esprimere una partecipazione “corale”; espressione non solo di una sensibilità culturale, ma segno tangibile di un'unità e coesione che, a margine di temi afferenti il benessere umano, superano le divisioni, le frammentazioni e le divergenze del suo tessuto sociale. Ho incontrato e conosciuto una moltitudine di persone provenienti non solo da Messina e provincia, ma anche da altre località siciliane, a significare che il tema oggetto del convegno/seminario e le personalità chiamate ad affrontarlo pubblicamente, avrebbero meritato maggiore attenzione e interesse comune. Poche, pochissime le persone di Mandanici presenti, eccezion fatta per quelle del comitato organizzativo. Mandanici, per tre giorni e per la seconda volta in un anno, è divenuto “centro di gravità permanente” di intelligenze della cultura e scienze italiane. Un successo in termini di risultati sul piano intellettuale ed un successo di immagine dell'amministrazione di Mandanici, cui hanno dato ampio risalto tutti gli intervenuti.

Il tema del convegno/seminario è uno di quei temi cui da sempre (e per sempre) gli esseri umani, anche quelli “distratti”, rivolgono (e rivolgeranno) le loro risorse intellettive. Un tema chiave nel cammino esistenziale di ogni uomo e donna, in ogni epoca, tanto più quella contemporanea, afflitta da problematiche e questioni assolutamente critiche, drammatiche per numerose aree del nostro pianeta. E' naturale che trattando la “felicità”, si sarebbe argomentato anche sull'altra faccia della medaglia, “ l'infelicità”, ovvero il dolore e la sofferenza, così come è avvenuto.

La sera dell'inaugurazione, il ritardo registrato rispetto al programma originario, ha suscitato un certo disagio in tutti gli uditori. Un ritardo non procurato dal comitato organizzativo e che, comunque, ha rappresentato una nota negativa, proprio all'esordio dell'evento. Ad ogni modo, gli interventi successivi ma, soprattutto, la “lettura magistrale” condotta dal Professore Salvatore Natoli, ha cancellato dalla memoria, senza dubbio, il precedente incidente di percorso. Un intervento, quello di Natoli per il quale, a mio avviso, si potrebbero spendere parole di apprezzamento, ma risulterebbero sempre limitative rispetto al valore reale della lezione a cui ho presenziato. Natoli è, nell'accezione più nobile del termine, uno studioso “illuminato”. Ha preso per mano tutti i presenti, e in un religioso silenzio, li ha guidati sapientemente lungo un percorso intenso di conoscenze ed emozioni. Personalmente, Natoli mi ha suscitato molta commozione. Egli ha trasmesso parte del suo vastissimo patrimonio culturale, scientifico ed esperienziale. con passione e fervore e, nel contempo, con una naturalezza e semplicità di trattazione che hanno permesso a tutti i “presenti”, di uscire da quel luogo con una bagaglio culturale di incommensurabili peso ed importanza. Tutto ciò, “gratuitamente”.

Le restanti esposizioni e relazioni hanno interessato nomi e personalità qualificate dell'ampio panorama culturale e scientifico che opera a Messina e nel Sud d'Italia. Tutto è stato molto interessante, anche se in tutte le sessioni non ho ravveduto, a mio giudizio, pieno coinvolgimento della platea. Le discipline trattate, abilmente connesse al tema principale dell'evento, erano molteplici e specialistiche. Gli argomenti, nonostante i relatori si siano sforzati nel renderli fruibili ai più, erano argomenti rivolti ad un pubblico qualificato. Eccellente e coinvolgente, non meno di quello del professore Natoli, sempre dal mio punto di ascolto, l'intervento di padre Alessio. Egli non ha avuto modo di esporre per intero la sua “traccia”, perché i relatori che lo avevano preceduto, avevano “forato” i tempi previsti per ciascuno di loro. Che peccato! Padre Alessio in venti minuti ha offerto ai suoi uditori la sua profonda conoscenza dottrinale, la sua ricchezza spirituale e la conoscenza integrale delle problematiche connesse ai rapporti tra le differenti confessioni religiose in Occidente. Un intervento che meritava più tempo di approfondimento, rispetto ad altre esposizioni che, a causa della loro brevità (quindici minuti) mi sono sembrate “inadeguate” per la loro superficialità di trattazione. Un modesto suggerimento per i prossimi eventi: si opti per un programma più snello che consenta di approfondire le tematiche principali. E, soprattutto, si individui all'interno dei lavori, quel momento definito “questions time”, ossia quel lasso di tempo prestabilito in cui la platea può interloquire con i relatori per alcune precisazioni o per dirimere qualche dubbio dopo ciascuna relazione.

L'eccellenza del sapere si è di nuovo materializzata nella terza giornata del seminario con la “lettura magistrale” condotta dal Professore Girolamo Cotroneo. Quest'ultimo, a mio giudizio, con una precisa e articolata analisi storico-filosofica, ha posto all'attenzione del pubblico, molto attento e concentrato, il tema, strettamente connesso alla felicità, dell' “altruismo” e, di conseguenza, del suo fenomeno opposto l' “egoismo”.

In conclusione, ma non per ultimo. intendo sottolineare uno dei fattori determinanti la riuscita dell’evento, ossia i luoghi che hanno ospitato i lavori e i momenti conviviali che hanno richiamato il numerosissimo pubblico intervenuto. Mandanici ha un patrimonio di opere e strutture di cui molti Mandanicesi, secondo me, non hanno piena consapevolezza. In questi giorni, questo patrimonio, unitamente alla competenza, l'ospitalità, la cordialità e il grande impegno profuso da tutto il comitato organizzativo, ha permesso al paese di Mandanici di lasciare un segno indelebile nella memoria collettiva. Le atmosfere creatisi, in particolare quella presso il Monastero di Badia, hanno consentito quelle condizioni ottimali che hanno favorito il massimo dei risultati in termini di efficacia dell'evento. Termino con due spunti di riflessione che ha offerto il Prof. Natoli e che vorrei riproporre a tutti coloro che leggono qui e, maggiormente ai cittadini di Mandanici, ognuno tragga le sue considerazioni:

  • l' “infelicità” è lo scotto che si paga nella superbia dell'autosufficienza;

  • la “felicità” è “generatività “: occorre generare accoglienza, ospitalità, occorre condividere.

Grazie a coloro che mi hanno consentito di vivere giorni memorabili a Mandanici, con particolare riferimento all’amico antico Mario Carpo.

Giuseppe Arguto