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CARMELO FASTI |
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Per
il suo paese di collina, che vedeva agonizzare
economicamente, aveva cercato con ogni mezzo di toglierlo da
quell' isolamento dove incauti e stolti modelli di vita
cittadina cercano di relegarlo. Aveva sognato, ed in parte
realizzato, di dare sviluppo e prosperità al paese
creandolo anello di congiunzione tra i due versanti, il
tirrenico e quello ionico. Individuava con lucida e rigorosa
analisi le strade da seguire per lo sviluppo di Mandanici
suggerendo risposte adeguate ed opportune ad ogni problema.
Maestro per caso, Sindaco per scelta e vocazione, ha firmato
un quarto di secolo ed ha avuto gran parte e merito nello
svolgimento della vita del popolo Mandanicese. Di lui
abbiamo il ricordo di un uomo affaticato, che ha molto
vissuto e molto sofferto, dalla vita privata tormentata,
dalla solitudine che gli derivava dall'essere figlio unico.
Fu sempre vicino ai sofferenti, agli ammalati e sempre senza
secondi fini, pieno di una maturità d'animo che gli
derivava da una giovinezza bruciata troppo facilmente e
troppo spesso inquinata dalla presenza di cattive compagnie
dalle quali, come lui spesso diceva non riusciva a
liberarsi. Possedeva una grossa carica di umanità che gli
faceva onore. Era presente e vicino a tutti i suoi
concittadini, in particolar modo nei momenti più tristi e
bisognosi che possono capitare nella vita di ognuno.
Visitava gli ammalati e dava loro la gioia di sentire vicino
il primo cittadino. Sensibile agli avvenimenti gravi che si
verificavano all'esterno del paese. Nel 1969 lo abbiamo
visto impegnato in prima persona nella raccolta di generi di
prima necessità che egli stesso si fece carico di
consegnare alle popolazioni del Belice così duramente
colpite dal disastroso evento sismico. Anche in Irpinia fece
sentire la presenza Mandanicese con l'invio di una roulotte.
Era ambizioso quel tanto necessario a fare di se stesso un
capo e come non cresce niente all'ombra dei grandi alberi
così, attorno a lui, tutti gli altri sembravano
politicamente insignificanti. Sicuro di se, consapevole di
non essere secondo a nessuno, consapevole di essere il primo
della classe. Gli piaceva mettersi in vetrina ma senza
boria, senza altezzosità, con grande rispetto nei confronti
di tutti in particolare della gente povera ed umile con la
quale trascorreva volentieri gran parte delle sue giornate.
Amava divertire e divertirsi come fanno i ragazzi. Era
piacevole ascoltare le sue conversazioni espresse in un
linguaggio modesto, allergico com'era all' oratoria fiorita
e forbita, ma che andava dritto al bersaglio ed era
difficile non essere d'accordo sulle sue argomentazioni. I
suoi ragionamenti infiorati da battute, accostamenti,
ricordi, paragoni, tenevano desta, non solo formalmente, l'
attenzione dell'ascoltatore. Dal portamento altero, dal
vestire sobrio ma elegante. In politica arguto osservatore
delle emozioni della gente, sensibile alle esigenze dei suoi
concittadini. Sapeva essere umile con gli umili, aggressivo
con gli arroganti. Sapeva incassare i colpi bassi degli
avversari politici e rimandava a dopo la pariglia. Per
convenienza politica molto spesso faceva finta di non
sentire ma accusava il colpo. Gli veniva rimproverato dai
giovani di essere burbero, di non essere alla mano, di non
salutarli. Devono essere i giovani per primi a salutare,
diceva, io sono stato il loro maestro, sono più grande di
loro per età, e non possono dimenticare le buone regole
dell'educazione. Ma non li ha mai dimenticati, li ha sempre
aiutati nella ricerca del posto di lavoro, nel comprendere
le loro esigenze. Palestra, campo sportivo ed edifici
scolastici sono le testimonianze dell'affetto che nutriva
nei loro confronti. Di Fasti
più se ne parla e ancor più ne resta da parlare, più si
cerca di capirlo e più si resta smarriti e perplessi. Con
il Sindaco
sicuramente non scomparirà il suo impegno profuso ma rimarrà
riferimento indispensabile per chi vorrà cimentarsi a
sostituirlo per vocazione. L'orologio che scandiva il suo
tempo si è fermato ma le testimonianze di quanti ebbero il
piacere di conoscerlo lo terranno sempre vivo nella vita di
questo paese Mandanici . A lui è stata dedicata nel 1999 la
ex piazza torrente Cavallo. All’inaugurazione è
intervenuto il Sindaco
Dott. Giuseppe
Briguglio
e l’ex Presidente della Regione Sicilia Leanza
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